L’AQUILA – “La Regione è fondamentale, è la regione che apre e chiude gli ospedali. Ma sulla sanità non si può risparmiare. Qui tra 15 giorni si cambia. Passo dopo passo, umilmente, quello che diciamo facciamo, non solo sulla legge Fornero”. 

Così Matteo Salvini ieri a Sulmona (L’Aquila) durante il comizio elettorale in vista delle regionali del 10 febbraio, dove ad applaudirlo è una piazza piena e festosa, a sostegno del candidato presidente pe ril centrodestra, Marco Marsilio.

Non c’è solo la politica nazionale tra le parole del vice premier “dovrei essere processato perché ho difeso i confini del mio Paese? Sono pronto, non ho alcun problema”, ha detto infatti; o la politica internazionale coi fatti del Venezuela: “Spero che quel regime comunista cada il prima possibile perchè quello è un regime di fame”.
 
Salvini, come riporta l’Ansa, spinge i suoi all’impresa in Abruzzo e gli strali del vice premier si rivolgono a quella classe dirigente del Pd che lui ipotizza perderà alle elezioni. 

Rivolgendosi ai candidati della Lega con lui sul palco ribadisce che: “Una volta eletti, riportare le scrivanie in mezzo alla strada, non fate come quelli del Pd”. Non solo, ma Salvini ironizza anche sull’ex presidente della Regione: “Ci siamo rivolti alla rubrica Rai ‘Chi l’ha visto’ per sapere che fine abbia fatto D’Alfonso. Dopo aver fatto solo danni si è dimesso, diventando senatore e non si è più visto né sentito”. 

Salvini ha poi detto che in Abruzzo “lavoreremo per migliorare le strade, le ferrovie e le scuole, senza fare miracoli, ma piano piano. Non ho l’arroganza di venire a Sulmona dicendo votate Lega e ci saranno soldi per tutti, case per tutti, posti di lavoro per tutti. No, noi andremo avanti piano piano ma quello che diciamo facciamo”. 

Il tour è poi proseguito ad Avezzano (L’Aquila), dove il Ministro ha dichiarato: “Ringrazio i tre parlamentari che sono saliti sulla Sea Watch perché hanno testimoniato che il mare era calmo e c’era il sole, non c’erano bambini e donne ma immigrati con cellulare e cuffiette a torso nudo”.

“Non hanno violato le leggi di Salvini – ha concluso il ministro dell’interno – ma le normative igienico sanitarie”.