L’AQUILA – “Sono contento lavoro fatto in questi 5 anni dalle donne e dagli uomini e della Lega.  L’Abruzzo è tornato a correre, competere e crescere, nei prossimi 5 anni la Lega sarà ancora determinante. L’obiettivo per le regionali in Abruzzo non è vincere ma stravincere”.

Così il vicepremier, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonché leader della Lega Matteo Salvini, oggi all’Aquila, nel corso dell’incontro con i giornalisti fuori da Villa Gioia dove è in corso la presentazione dei candidati alle elezioni in programma il 10 marzo in Abruzzo.

Ad accompagnarlo, tra gli altri, il sottosegretario Masaf, nonché segretario regionale della Lega Luigi D’Eramo, e il vicepresidente della Giunta regionale con delega all’Agricoltura Emanuele Imprudente.

“Ringrazio D’Eramo che in questi anni ha consumato la suola delle scarpe. Prometto che nei prossimi 30 giorni ci rivedremo in ciascuna delle altre province della regione”, ha detto il leader della Lega.

Nel suo intervento D’Eramo ha ricordato “il grande lavoro dei nostri consiglieri, sindaci ed assessori. Avevamo ereditato una regione che purtroppo spesso era nelle ultime posizioni nelle classifiche. In questi 5 anni abbiamo ridato credibilità, forza, dignità e visibilità alla regione in settori chiave. Abbiamo mantenuto tutte le promesse: dalla sanità, all’agricoltura, alle politiche sociali e soprattutto nel campo delle crisi aziendali, salvando centinaia di posti di lavoro. Questa sera ufficializziamo l’apertura della campagna elettorale, abbiamo fatto un grande lavoro nella composizione delle liste”.

Prima della presentazione Salvini ha incontrato gli agricoltori in Piazza d’Armi dove è in corso contro i rincari, le gravi criticità e le politiche Ue.

“Qui occorre risolvere il problema di chi lavora, di chi alleva di chi raccoglie, di chi pesca, sia dei consumatori. Io voglio che i miei figli mangino buona carne e bevano buon latte, e dunque qua occorre fermare le
follie europee”.

Il leader della Lega ha spiegato che “devo dire che grazie ai trattori e alle associazioni, l’Europa ha fatto dietrofront, e ora gli agricoltori possono coltivare i loro campi, le stalle non sono più equiparabili alle grandi industrie”.

“Gli italiani comunque stanno capendo le ragioni di questa mobilitazione. L’Europa deve cambiare, anche per quanto riguarda la questione delle auto elettriche, rimettendo al centro il lavoro  Anche a livello italiano si può fare di più, e stiamo lavorando all’esenzione dell’Irpef agricolo, sul sostegno per il gasolio, poi ci sono cose che costano zero, ad esempio non si capisce perché per un trattore si deve fare la revisione della
patente ogni due anni, mentre in altri casi ogni dieci anni – ha proseguito -. Certo è che bisogna fare di più, controllando quello che arriva dai mercati extraeuropei, perché c’è concorrenza sleale, da parte di Paesi che hanno molti meno controlli, molte meno tasse, molte meno regole in agricoltura e per l’allevamento”.

Sul tema infrastrutture Salvini ha detto: “La parola data è oro, ci sono 700 milioni sul raddoppio della Roma-Pescara. Oggi ho fatto la A24 da Roma, la settimana prossima è in programma un nuovo incontro con sindaci abruzzesi e laziali,, c’è l’obiettivo di non aumentare le tariffe, anzi a ridurle. Noi cerchiamo di rimettere l’Abruzzo al centro, sia su strada che su ferrovia”.

Parlando di giustizia, il vicepremier ha aggiunto: “In questo Paese serve una riforma: qualunque lavoratore se sbaglia, con dolo, paga. C’è solo una categoria di lavoratori che se sbagliano, non pagano, e sono i giudici. Se il barista mi sbaglia il caffè o il cappuccino me lo rifà; se l’insegnante sbaglia a correggere un compito in classe lo riguarda; se un ministro sbaglia una norma o a emettere un decreto gli elettori
lo puniscono e poi lo può cambiare il parlamento. Se un giudice sbaglia sulla cosa più importante che ha un essere umano che è la libertà, deve pagare”.

“Tenete presente questo numero perché la riforma della giustizia – ha spiegato – non riguarda i politici, ‘tanto la riforma della giustizia riguarda i politici, io faccio un altro lavoro, non riguarderà mai me’: ogni anno, sono i dati del del Ministero della Giustizia, mille italiani, sono tre al giorno, sono stati arrestati e alla fine del percorso verranno rilasciati perché non c’entravano nulla. Mille all’anno sono 20
mila negli ultimi venti anni. Magari dopo qualche mese o dopo qualche anno una pacca sulla spalla ‘no, ci scusi signor Giovanni, non era lei ci siamo sbagliati, abbiamo letto male, torni pure a casa’ . Il signor Giovanni in quegli anni magari la casa l’ha persa, la moglie l’ha persa, la famiglia l’ha persa, l’azienda l’ha persa, e soprattutto la dignità l’ha persa. Quando decidi della libertà e della vita di una persona devi essere al di sopra di ogni sospetto e se sbagli devi pagare come tutti gli altri, non puoi rimanere impunito. Se metti in galera una persona sbagliata e la rovini non è possibile”.

“La settimana prossima venerdì 16 febbraio non posso essere in Abruzzo dove vorrei essere, perché torno nell’aula bunker del Tribunale di Palermo come imputato per sequestro di persona perché avrei commesso il reato di bloccare uno sbarco di immigrati clandestini in Italia: sono orgoglioso di quello che ho fatto perché difendere i confini di un Paese è il dovere di ogni cittadino, soprattutto se ministro”.

I CANDIDATI

TERAMO

Pietro Quaresimale, Simona Cardinali, Federica Cialini, Riccardo D’Ercole, Pamela Natoni, Francesca Persia, Mirco Vannucci

PESCARA

Vincenzo D’Incecco, Marcello Antonelli, Rita D’Andrea, Berardino Fiorilli, Maria Stefania Peduzzi, Corinna Sandias, Daniela Sulpizio

CHIETI

Sabrina Bocchino, Fabrizio Montepara, Nicola Argirò, Carmela Carfone, Mario Colantonio, Donato Amedeo Di Campli, Romina Di Cretico, Rocco Paolini

L’AQUILA

Emanuele Imprudente, Antonio Del Boccio, Carla Mannetti, Maria Matteucci, Eliana Morgante, Paolo Salutari, Patrizio Schiazza