L’AQUILA – Sono tre i candidati che hanno regolarmente depositato le firme per le primarie del 9 marzo: Luciano D’Alfonso, Alfonso Mascitelli e Franco Caramanico.

Lo comunica il coordinamento organizzativo delle primarie “Insieme il nuovo Abruzzo” in vista delle elezioni regionali.

Scadevano oggi alle 12 i termini per presentare le candidature alle primarie per l’Abruzzo del 9 marzo, che sceglieranno il candidato presidente della coalizione “Insieme il nuovo Abruzzo” con le priorità programmatiche, su cui saranno chiamati a pronunciarsi gli elettori con una doppia scheda.

Le firme necessarie per le candidature erano 400 in tutto l’Abruzzo, un numero esiguo per consentire la massima apertura anche nella possibilità di competere per la scelta del candidato presidente.

Nei prossimi giorni il coordinamento promuoverà tra i candidati un ampio e serrato confronto e dibattimento sui problemi e sui temi dell’Abruzzo, incontrando cittadini, forze sociali e mondo produttivo regionale.

MASCITELLI: “PRIORITÀ LAVORO, QUESTIONE MORALE E L’AQUILA”

“Come Italia dei valori – spiega Mascitelli – abbiamo l’ambizione di poter dimostrare che un Abruzzo diverso e migliore è possibile se tutti avranno il coraggio di fare la loro parte. Quella delle primarie sarà una sfida vera, non saremo né comparse né timorosi di rincorrere le percentuali. Noi non presenteremo un programma, ma un’agenda di lavoro: cosa fare, come farlo e entro quanto tempo, perché il tempo della politica parolaia è scaduto per tutti e i cittadini hanno bisogno di fatti”.

“Sono tre le emergenze da risolvere – rileva – rimuovendo le macerie di cinque anni di governo del centrodestra: il lavoro, la questione morale e le tutele sociali. L’Aquila dovrà tornare a essere il simbolo e l’orgoglio della nostra regione e per questo ci sentiremo aquilani a tutti gli effetti”.

“Se vogliamo poi meritarci la fiducia dei nostri concittadini – osserva Mascitelli – nei primi 30 giorni si dovrà iniziare con il buon esempio: l’abolizione dei rimborsi ai gruppi consiliari e la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali parificandola con quella dei sindaci dei comuni capoluogo”.

“Ringrazio inoltre – conclude – tutti i giovani, le donne e gli uomini del mio partito, che si sono mobilitati spontaneamente e con la loro passione mi hanno spinto ad accettare questa grande responsabilità”.