PESCARA – Clamorosa debacle per i quattro esponenti del centrosinistra pescarse in consiglio regionale, che ricandidati, hanno anche ridotto di un terzo i loro voti. Segno del cupio dissolvi dell’era dalfonsiana.

Tanti delusi però anche in Forza Italia, e in generale tra tanti ex parlamentari, sindaci, assessori e consiglieri comunali, che speravano, sia nel centrodestra che nel centro sinistra, nel grande salto. 

Questo la panoramica di massima dei “trombati” in provincia di Pescara, dove ad andare all’Emiciclo sono per la Lega, il capogruppo al Comune di Pescara Vincenzo D’Incecco, con ben 6.681 voti, e l’ex consigliere regionale di forza Italia, Nicoletta Verì, con 4.934 voti. 

Riconfermato per Forza Italia, il capogruppo in regione Lorenzo Sospiri che sale da 4.671 preferenze a 6.012.

Ce l’ha fatta anche l’ex presidente della Provincia Guerino Testa, per Fratelli d’Italia, con 2.743 voti.

Unico eletto della coalizione di centrosinistra a sostegno della candidatura di Giovanni Legnini è invece il vice sindaco di Pescara Antonio Blasioli, 3.763 voti. 

Per il Movimento 5 stelle trionfa invece il consigliere regionale uscente Domenico Pettinari, più votato in assoluto in Abruzzo, con 9.563 voti e assieme a lui Barbara Stella, con 2.282 voti. 

Passiamo dunque al lungo elenco degli esclusi, cominciando dai big del centrosinistra. 

A mancare l’elezione, tra gli uscenti è stato nella lista Abruzzo Insieme-Abruzzo futuro l’ex assessore e consigliere regionale Donato Di Matteo, un tempo campione di preferenze e uomo forte del Pd. Un’altra epoca: Di Matteo nell’ultima legislatura, ha avuto un rapporto a dir poco tormentato con il presidente Luciano D’Alfonso, che lo ha portato ad uscire dalla Giunta e poi anche dal Pd. Nel paniere del centrosinistra Di Matteo ha portato solo 2.860 voti, meno della metà di quelli presi nel 2014. 

Fuori dai giochi anche l’assessore al Sociale Marinella Sclocco, candidata per i Progressisti-Liberi e Uguali, che ha preso 1.761 voti, contro i 3.680 del 2014.

Niente da fare nemmeno per Mario Mazzocca, sottosegretario alla presidenza, con deleghe a Protezione civile, enti locali e servizio idrico. Per lui appena 944 preferenze. 

Ultimo consigliere colpito e affondato è infine Alberto Balducci, Partito democratico, e fedelissimo di D’Alfonso, che ha preso 1.742 voti, quasi la metà di quelli presi nel 2014. 

Nel Pd hanno ha mancato l’elezione Giacomo Cuzzi, assessore comunale al Commercio e istruzione, surclassato dal suo collega di maggioranza al comune Blasioli. Ma non di molto: Cuzzi ha preso 3.012 preferenze. 

Niente da fare nemmeno per il vicesindaco di Spoltore Chiara Trulli, 2.482 preferenze, per Antonio Castricone, 2.460 voti, ex deputato Pd di Popoli ed ex segretario provinciale del partito, per l’ex deputata pescarese Vittoria D’Incecco.

Delude nella lista di Legnini presidente l’ assessore alla Cultura del Comune di Pescara Giovanni Di Iacovo, in quota a Sinistra italiana, che si ferma a 1.862 voti. 

Nella lista di Di Matteo, Abruzzo futuro, niente da fare per l’assessore al comune di Capagatti Annalisa Palozzo, 1.337 voti. 

Nella lista centrisiti per l’Europa semaforo rosso per l’ex sindaco di Montesilvano Renzo Gallerati 1.403 voti, e per l’ex parlamentare Pd Vittoria D’Incecco, 969 voti. 

Veniamo dunque al centrodestra. 

Nella Lega mastica amaro, perché ha sfiorato l’elezione, Luca De Renzis, arrivato dietro D’Incecco e Verì con ben 4.498 voti. 

Deludente il risultato di Ottavio De Martinis, vicesidaco di Montesilvano, 3.304 voti. 

In Forza Italia dietro Sospiri si è piazzata Marina Febo, consigliere comunale a Spoltore, per un lungo periodo ha lavorato a Bruxelles, in Belgio, presso il Parlamento europeo come assistente dell’eurodeputata Lara Comi. Ha preso 1.641 voti, e se Sospiri dovesse diventare assessore, potrebbe entrare a palazzo dell’Emiciclo come consigliere, in sua sostituzione. 

Partita chiusa invece, e risultati sotto le aspettative per l’imprenditore pescarese  Vincenzo Serraiocco, 971 voti, e di Nunzio Campitelli, assessore comunale di Penne. 

Flop dell’Unione di centro dove il primo della lista, il noto urologo Raffaele Tenaglia, ha preso appena 206 voti. Nulla rispetto ai 5.257 voti di Marianna Scoccia eletta nel ccoleggio della Provincia dell’Aquila, su cui pure gravava il niet della Lega, essendo molgie del’ex assessore del centrosinistra Andrea Gerosolimo. Unica scudocrociata entrata in consiglio.