TERAMO – Paolo Gatti resta sempre in…Azione. Nella polveriera politica del Teramano spunta una voce insistente, secondo la quale il 47enne avvocato, ex assessore regionale con Forza Italia, accantonata l’ipotesi di candidarsi a sindaco di Teramo a maggio, sceso dal carro del centrodestra, stia seriamente meditando di correre alle elezioni regionali del febbraio 2024, come candidato presidente.
Virando al centro, con una proposta civica e con punta di diamante rappresentata da Azione di Carlo Calenda, e soprattutto con al fianco l’amico Giulio Cesare Sottanelli, coordinatore regionale e deputato. Chiamando a raccolta i tanti sindaci, consiglieri e amministratori pubblici che gli sono rimasti fedeli.
In attesa che il centrosinistra e M5s decidano chi candidare, sarebbe questa, per eterogenesi dei fini, una opzione che non dispiacerebbe affatto a Marco Marsilio, presidente della Regione, di Fdi, e probabile ricandidato, uno dei pochi che mantiene nel centrodestra una vicinanza con Gatti, inviso invece a Lega e Forza Italia.
Gatti, anche come suo avversario, toglierebbe infatti voti preziosi nel campo del centrosinistra. E se eletto, potrebbe anche venire in soccorso di Marsilio, come opposizione dialogante, dovesse rimanere Marsilio presidente.
Tenuto conto che può darsi per certo che non sarà accolta la proposta del deputato dem Luciano D’Alfonso, ex governatore, di introdurre il doppio turno, con la possibilità dunque di fare alleanze in caso di ballottaggio, nella nuova legge elettorale, che prevedrà, come è scritto nel pdl a firma dello stesso governatore, al massimo il collegio unico regionale, e un posto garantito anche per il terzo candidato presidente in corsa. Vincerà insomma il candidato presidente che otterrà nel turno unico e secco, anche un voto in più dei suoi avversari.
Siamo nel campo dei possibili scenari, vista la situazione molto fluida e in costante evoluzione, ma la voce circola.
Del resto in molti si dicono certi che Gatti, figlio dello storico e compianto sindaco di Teramo Antonio Gatti, e con la politica nel sangue, non ha intenzione di farsi da parte, tornato in campo dopo un periodo sabbatico nel 2021, ancora ricordato come “mister preferenze”, risultato il più votato in assoluto, in entrambe le elezioni regionali a cui ha partecipato, con 10.120 voti nel 2009, e 10.875 voti nel 2014. Suo momento d’oro l’assessorato al Sociale, con il presidente, teramano anche lui, Gianni Chiodi.
Ad appoggiarlo nella nuova ed eventuale avventura ci sarebbe anche il teramano Paolo Tancredi, di Noi per l’Italia, suo amico e sodale di vecchia data, ex parlamentare e consigliere regionale, ora quotato manager, che ha ancora molti fedelissimi. Il legame con Azione è dato dal fatto che il coordinatore di Teramo è un suo fedelissimo, Alessio D’Egidio, che nel 2018 si candidò alle comunali di Teramo proprio con Futuro in di Gatti. E inoltre l’ex assessore è stato al fianco di Sottanelli nelle elezioni provinciali del 2018 , per il rinnovo del consiglio, surclassando i partiti del centrodestra, e nelle elezioni comunali di Roseto del 2021, in appoggio all’ora sindaco Mario Nugnes.
Nella possibile avventura alle Regionali, rispetto agli anni d’oro, forse Gatti dovrà ridimensionare le ambizioni. Una battuta d’arresto è stata la partita delle provinciali dove Gatti ha appoggiato il sindaco di Tortoreto, Domenico Piccioni, assieme a Sottanelli, Fratelli d’Italia, il consigliere regionale di Abruzzo in comune, Sandro Mariani, il Pd, dove però l’indicazione dei vertici regionali e provinciali non è stato seguito dai consiglieri . Piccioni però è stato battuto da Camillo D’Angelo, sindaco di Valle Castellana, sostenuto il primis dal sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto. Lega e Fi hanno appoggiato Massimo Vagnoni, sindaco di Martinsicuro, arrivato terzo, ma parte della Lega poi ha votato D’Angelo.
Gatti all’indomani della battuta di arresto ha annunciato di abbandonare il centrodestra, perché “bisogna prendere atto che il centrodestra a Teramo è solo un atteggiamento dello spirito”, lanciando strali soprattutto contro la Lega, che ha votato a Giulianova, del sindaco leghista e coordinatore provinciale Jwan Costantini, ex sodale di Gatti, il candidato presidente del sindaco D’Alberto.
Del resto, Lega e Forza Italia, dopo una prima apertura, hanno affondato in autunno, l’ipotesi alla sua candidatura a sindaco, e a fare due conti gli sono rimasti vicini solo il presidente Marsilio e il sottosegretario Umberto D’Annuntiis, entrambi di Fratelli d’Italia.
In particolare Gatti e Marsilio si conoscono dal 2013, quando Gatti si candidò alle politiche con Fratelli d’Italia, non venendo eletto per un soffio. E il parlamentare Marsilio era ai tempi tesoriere e ai vertici del partito nel Lazio.
Nella Lega si parla di vicinanza con Gatti da parte di Massimiliano Foschi, vice coordinatore regionale, ma con il segretario regionale, Luigi D’Eramo, che gli è ostile come buona parte del partito.
Va ricordato che Gatti, ad inizio 2020, ha mancato per un soffio la nomina a giudice non togato della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, una carica da 1 milione di euro per cinque anni, designato dal presidente del consiglio, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, con il benestare di Marsilio. Nomina poi affondata, dopo una quasi crisi nella maggioranza, vista la contrarietà della Lega alla designazione, revocata a febbraio 2020 da Sospiri. Gatti è stato poi nominato direttore generale di ‘Giulianova patrimonio’, società in house del Comune di Giulianova.
Se intanto non sarà candidato sindaco a Teramo, Gatti ha annunciato che sarà comunque della partita, con la sua lista Futuro in, che ha in consiglio comunale due esponenti, nei banchi dell’opposizione, e che nel 2018 aveva preso la percentuale più alta del centrodestra, il 10,9%, pari a 3.256 voti. Si vedrà con chi, sicuramente contro D’Alberto, e il candidato del centrodestra, che non è stato ancora individuato. Prima delle elezioni della presidenza della Provincia, si era ipotizzata la discesa in campo di Sandro Mariani, consigliere regionale di Abruzzo in Comune, tesserato Pd. con Gatti che avrebbe potuto sostenerlo. Poi la frenata, con Mariani che ha precisato in una nota che si atterrà alle indicazioni del Partito democratico, che potrebbe ricucire con D’Alberto e appoggiarlo alle comunali, archiviando in nome della realpolitik, i forti dissidi con il sindaco esplosi durante la consigliatura.
In ogni caso la discesa in campo di Gatti alle comunali di Teramo di maggio, può essere letta anche anche in vista di una sua eventuale candidatura a presidente di Regione, per misurare le forze e calibrare alleanza e convergenze, riannodare i fili.






