L’AQUILA – Il nodo che il centrodestra dovrà presto sciogliere, ora che sembra assodata la ritrovata unità dei partiti tradizionali dopo mesi di schermaglie tra Forza Italia e Lega, nonostante gli imbarazzi per il post di Giuseppe Bellachioma sulla vicenda migranti sulla nave Diciotti, è relativo al confine da dare alla coalizione e alla scelta dei movimenti civici da includere.
A farlo capire, nei giorni scorsi, sono state proprio le interviste rilasciate ad AbruzzoWeb dal consigliere regionale Andrea Gerosolimo da un lato, e dai responsabili delle liste che hanno dato vita alla rete Civiche per l’Abruzzo, Daniele Toto, Gianluca Zelli e Giovanni Di Pangrazio, dall’altro.
Il primo, infatti, spina nel fianco della maggioranza di centrosinistra che a marzo scorso ha lasciato la Giunta regionale in rottura proprio con il presidente, Luciano D’Alfonso, non ha chiarito se il suo Abruzzo Civico resterà con la coalizione con cui quattro anni fa ha vinto e poi governato, o se tenterà l’alleanza con il centrodestra, che i sondaggi danno in vantaggio.
Eppure il suo minimizzare la forza dei concorrenti civici è bastato a questi ultimi far alzare un muro: “Non sa cosa fare perché nel perimetro che abbiamo definito del centrodestra non entra e nel centrosinistra voglio vedere con quale coerenza ci torna!”, ha detto Zelli.
Sul confine da dare alla coalizione, tuttavia, non sembra ancora esserci alcuna certezza, come conferma ad AbruzzoWeb il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano: “È un tema che va affrontato tutti insieme, lo deve decidere la coalizione che mi auguro fortemente sia unita attorno ad un progetto e che si ponga con chiarezza il perimetro entro il quale muoversi”, dice.
“Dobbiamo essere inclusivi, ma capire fino a che punto esserlo”, avverte il senatore azzurro, che rimanda ogni scelta al nuovo vertice in programma dopo le ferie.
“Dovremmo vederci la prossima settimana, siamo rimasti d’accordo così quando ci siamo sentiti per gli auguri di Ferragosto”, svela Pagano a proposito della telefonata con il coordinatore della Lega Bellachioma che ha sancito il disgelo dopo l’annuncio della corsa in solitaria dei salviniani, al quale i forzisti con Antonio Martino avevano risposto con la stessa moneta.
“Sarà opportuno sentirmi anche con gli altri amici del centrodestra, Fratelli d’Italia, Udc, i civici – aggiunge Pagano – è chiaro che dalla prossima settimana iniziamo a costruire anche una ipotesi di piattaforma programmatica. Va costruito con metodo e dalla prossima settimana inizieremo a farlo”.
Sulla data del voto, su cui c’è ancora incertezza tra la fine dell’anno e l’inizio del 2019, Pagano ribadisce che “tenere in piedi un’amministrazione regionale che non ha pieni poteri è un errore, prima si va a votare e meglio è”.
“Sono dell’avviso che le elezioni vadano fissate entro la fine dell’anno, mi dicono che dal 22 novembre è già possibile, ritengo si debba votare ampiamente prima di Natale”, chiosa.
Intanto, anche se nessuno degli alleati abruzzesi ha commentato, ha destato imbarazzi il post di Bellachioma contro la magistratura, innescato dal caso della nave Diciotti sul quale la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta: il deputato, dopo le dure reazioni anche da parte dell’Associazione nazionale magistrati, ha fatto dietrofront scusandosi, ma malumori sono trapelati anche dal Ministero della Giustizia guidato dal grillino Alfonso Bonafede.






