L’AQUILA – I consiglieri provinciali Enio Mastrangioli, capogruppo del Partito democratico e Mauro Rai, del Gruppo I Democratici ed altri esponenti del Gruppo Pd, nei giorni scorsi hanno inviato alla segreteria nazionale, a quella regionale e provinciale del partito e al candidato presidente Luciano D’Alfonso, un documento molto critico a proposito del reclutamento di personaggi del centrodestra nelle liste di affiancamento alla coalizione di centro sinistra.
“Riscontrato che nessun cambiamento si intravede, mentre gli ‘imbarcati’ cercano di apparire come degli ‘eroi’ – dichiara in una nota lo stesso Mastrangioli – Si ritiene doveroso rendere pubblico il documento per un atto di chiarezza e di coerenza verso i tanti cittadini che, quotidianamente, ci manifestano il loro disorientamento e malessere. Se non dovesse esserci un netto cambio di marcia, sarà molto difficile che molti di noi parteciperanno in modo attivo alla campagna elettorale”.
IL DOCUMENTO
Siamo fermamente convinti che, la candidatura di Luciano D’Alfonso a presidente della Regione Abruzzo, rappresenti una grande occasione per avviare una fase di profondi cambiamenti, a livello regionale, dopo un quinquennio di stasi o di malgoverno, provocata dalla uscente Giunta di centrodestra. Siamo convinti di ciò, anche in virtù delle indubbie capacità amministrative già dimostrate da D’Alfonso, come Presidente della Provincia e della città di Pescara. Abbiamo apprezzato, in particolare, la visione strategica che ha del ruolo della Regione Abruzzo, nel quadro di una dinamica integrazione e collaborazione con le realtà regionali limitrofe e le proposte concrete, che ha ampiamente illustrato nel corso dei vari incontri, sulle tematiche più urgenti e centrali, per il riavvio di un virtuoso e sano sviluppo economico, sociale e culturale, quali, ad esempio, la sanità, i trasporti e le infrastrutture. Per queste ragioni, siamo altrettanto convinti che le modalità ed i criteri che si stanno seguendo per la composizione delle liste della coalizione contrastino fortemente e radicalmente con il tanto auspicato e declamato rinnovamento.
Non condividiamo, in particolare, il reclutamento, nelle varie liste civiche del candidato presidente, di uomini e donne che, in questi anni e fino a oggi, hanno ricoperto e ricoprono cariche e ruoli significativi ed esecutivi nelle Amministrazioni regionali, provinciali e comunali, del centro destra. Il tutto all’insegna del più bieco e interessato trasformismo!
Il cambio di casacca in corso d’opera, antico male italico, ulteriormente aggravatosi negli ultimi anni, è la causa principale dell’attuale crisi della politica e dell’allontanamento dei cittadini dalla stessa spingendoli, inevitabilmente, verso l’astensione o il voto di protesta.
Con il rischio che si metta a repentaglio un sicuro risultato positivo per la coalizione del centrosinistra e per il nostro partito. Coinvolgere questi esperti del camaleontismo politico offende, oltretutto, tutti coloro i quali, ai diversi livelli istituzionali, nel corso di tutti questi anni, con onestà e dedizione, hanno contrastato le scelte di governo dei personaggi di cui si parla, spesso caratterizzate da clientelismi e favoritismi, di vario genere, nei settori di cui sono stati responsabili.
Noi pensavamo e pensiamo tuttora, ad un candidato presidente del rinnovamento e non ad un raccoglitore di residui di una vecchia stagione della politica. Noi pensavamo e pensiamo tuttora, ad un candidato Presidente impegnato, anche attraverso la composizione delle liste, a ridare dignità e valore alla politica, attraverso il coinvolgimento di forze giovani, di settori della società civile di indubbio valore e dalla moralità e passato trasparenti e senza scheletri negli armadi.
Riteniamo incomprensibile, pertanto, che il Pd regionale e il Pd nazionale, assistano passivamente all’operazione in atto, che contrasta fortemente con la ventata di rinnovamento e freschezza in atto nel Pd e nel governo del Paese e che tanto malessere e imbarazzo, per usare rispettosi eufemismi, stanno provocando tra gli elettori del centrosinistra, in particolare tra gli elettori e militanti del Pd.






