SPOLTORE – “L’Abruzzo è molto indietro nella spesa dei fondi europei, questo è dovuto soprattutto al fatto che è mancata una guida politica autorevole. Conoscendo molto bene i meccanismi, propongo di mettermi a disposizione della nuova amministrazione”.

Marina Febo, 41enne funzionaria regionale e vice presidente del Consiglio comunale di Spoltore (Pescara), si candida così al Consiglio regionale con Forza Italia, “forte – dice – dell’esperienza maturata in circa un decennio trascorso al Parlamento europeo, prima nella delegazione inglese e poi in quella italiana del Ppe”.

Avvocato specializzato nel campo internazionale, già candidata sindaco nel suo Comune, per la Febo “l’Abruzzo ha tutte le caratteristiche per essere una regione di primo livello”.

“Il mio impegno è quello di dare il contributo alla squadra soprattutto sui fondi europei, conoscendo molto bene quel mondo e potendo contare anche su una rete di contatti che ho costruito negli anni – dice – . Tra Bruxelles e Strasburgo mi sono occupata soprattutto di concorrenza e impresa, vorrei mettere a disposizione le competenze acquisite”.

Rientrata in Abruzzo nel 2017, “l’impegno politico nasce dopo l’esperienza come tecnico della legislazione in Europa, che mi ha spinto all’impegno diretto”, racconta.

La Febo, che ha combattuto e vinto un brutto male, che l’ha costretta a rientrare stabilmente in Italia, fa osservare come “Bruxelles rappresenta un mondo in cui funziona tutto ma che è senza anima, quello che ha l’Abruzzo è una ricchezza enorme fatta di ambiente, natura, patrimonio artistico, alta qualita di prodotti alimentari e un popolo vitale, generoso e forte”.

“Difendo Marsilio proprio perché le persone che hanno vissuto da lontano l’Abruzzo, come me, come noi, lo amano anche di più, inoltre lui ha lasciato la poltrona comodissima di senatore, dimostrando un impegno serio e motivato”, aggiunge.

“Le risorse europee si dividono in due tipologie – spiega la Febo – quelle che arrivano a Roma, che a sua volta le distrubuisce alle Regioni, le quali le assegnano tramite bandi, che sono i cosiddetti fondi indiretti che non vengono spesi perché bisogna avere una guida autorevole dal punto di vista politico, non ci si può solo appoggiare ai tecnici, e in Abruzzo è mancata la guida politica in campo europeo”.

“Sui fondi diretti che eroga direttamente l’Ue – aggiunge – la Regione Abruzzo è del tutto ferma mentre potrebbe di molto aiutare il mondo dell’impresa, dei Comuni e delle associazioni. Il politico del terzo millennio non è quello che va a fare il comizio o che si limita a dire cosa va fatto, ma quello che si siede accanto al tecnico, che ha le competenze per capire i documenti e trova assieme le soluzioni”.

La Febo indica tra le priorità anche l’ambiente, di cui si occupa anche nell’ufficio della Regione in cui lavora, e la sanità: “Abbiamo bisogno anche del privato per garantire i servizi, il pubblico da solo non può rispondere alla grande domanda sanitaria, ma non può e non deve neppure soccombere a favore del privato e viceversa, ci vuole un giusto equilibrio”.

“Potenzierei il sistema territoriale delle Asl”, chiarisce la vice presidente del Consiglio comunale di Spoltore, “se si chiudono gli ospedali, il cittadino non può restare privo del servizio. La sostenibilità dei costi è un obiettivo importante, attraverso il taglio agli sprechi, ma non si può morire per rispettare le regole contabili, la vita e la salute valgono di più”.

A proposito del partito, in cui milita da sempre, infine, dice: “Forza Italia è il partito in cui ho sempre militato, credo sia troppo facile seguire il vento con opportunismo, ci sto in maniera critica ma sempre costruttiva e con coerenza”.

“Sicuramente il partito si trova ad un punto di svolta, ma la sua visione della società continuo a condividerla, ha delle posizioni contro l’assistenzialismo del M5S e storicamente della sinistra ancora attuali e valide, anche se la Lega sta svolgendo un ruolo utile anche per il centrodestra”, fa notare.

“Con la doppia preferenza di genere”, conclude la Febo, “la donna può essere votata anche se la prima scelta cade su un candidato uomo, con lo stesso voto non si toglie nulla a nessuno e si danno opportunità di rappresentanza anche alle donne”. (m.sig.)

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