L’AQUILA – C’è maretta nel centrosinistra aquilano dopo l’uscita dei candidati delle due liste di appoggio a Luciano D’Alfonso in vista delle prossime elezioni regionali del 25 maggio.

L’accusa è che sono piene di aquilani, anche con nomi importanti, con grande pericolo di frammentazione dei voti a discapito dei candidati di punta.

Inoltre, a rinfocolare un tema di polemica ampiamente dibattuto nelle scorse settimane, non mancano transfughi provenienti dal centrodestra cittadino.

Nel centrosinistra del capoluogo c’è furore e si tira in ballo lo stesso candidato governatore D’Alfonso, mentre se la situazione si aggravasse non si esclude l’ipotesi di un ritiro di candidature eccellenti come forma di protesta.

Al contrario degli aquilani, nelle liste si nota la presenza di pochi esponenti della Marsica, territorio che riesce a concentrare  le preferenze in pochi nomi di sicura elezione.

La possibilità è che alla resa dei conti si stia facendo pagare cara all’Aquila la lotta per le primarie per la scelta del candidato consigliere, che si sono svolte solo nel capoluogo mentre il resto dell’Abruzzo ha trovato la quadra nelle segreterie.

I 21 CANDIDATI AQUILANI DALFONSIANI

Questi i nomi per la provincia dell’Aquila delle tre liste, con sorprese anche clamorose.

Valore Abruzzo per Luciano: Stefano Rossi (ex candidato sindaco di centrodestra nel 2007, poi fatto fuori in favore di Maurizio Leopardi), Franco Migliarini, Marisa D’Andrea, Alessandra Mastrogiovanni, Ezio Di Giulio, Berardino Di Vincenzo, Gina Pantoli.

Abruzzo facile e veloce: Emilio Nusca, Lucia Pandolfi, Lorenzo Berardinetti, Claudia Bultrini, Sara Cecala, Leonardo Lippa, Enrico Verini (già candidato sindaco dei finiani di Futuro e libertà alle ultime comunali aquilane).

Pd: Pierpaolo Pietrucci, Sabrina Altamura, Giovanni D’Amico, Giuseppe Di Pangrazio, Massimo Di Paolo, Anna Maria Bacchetta, manca il settimo candidato, un’esponente femminile per la Valle Peligna, dopo il ritiro dell’ex assessore provinciale Teresa Nannarone. (b.s.)