AVEZZANO – Relativismo delle cose politiche. Per il candidato presidente della Regione del centrosinistra, Luciano D’Alfonso, le liste di candidati aperte ai transfughi del centrodestra rappresentano una ricerca di un equilibrio avanzato, l’accoglimento di personalità di provenienza cattolica e democratica, forse una cinquantina in tutto l’Abruzzo, che possono dare un prezioso contributo all’Abruzzo che verrà.
Per altri, anche nel suo partito, si tratta solo di trasformismo, del vecchio sport di salire sul carro del (presunto) vincitore, la volontà di voler rimanere aggrappati alla poltrona e a ricchi stipendi.
Situazione particolarmente incandescente nella Marsica, dove è candidata quasi certa l’ex assessore alla Protezione civile Daniela Stati, eletta con il Popolo della libertà nel 2008, e poi passata con Futuro e libertà tra le polemiche, accusando il suo vecchio partito di non averla mai difesa dopo essersi dimessa perché indagata nell’inchiesta giudiziaria su Abruzzo Engineering.
Tra i papabili, in posizione più defilata, c’è anche Angelo Di Paolo, assessore regionale ai Lavori pubblici in carica nella Giunta Chiodi, pure lui pidiellino di elezione prima di passare al Nuovo centrodestra degli alfaniani.
Ipotesi che ha determinato durissime reazioni in buona parte del Pd non solo marsicano, che minaccia di chiedere l’intervento di Matteo Renzi, e nell’ala sinistra della coalizione, in particolare da parte di Sinistra ecologia e libertà.
Per ora la mobilitazione è uscita allo scoperto con Mauro Rai, consigliere provinciale aquilano che a questo giornale ha dichiarato tutta la contrarietà sua e di altri amministratori ed elettori di centrosinistra.
Il sospetto concreto degli insorti è che dietro la candidatura di Daniela ci sia la regia del padre Ezio Stati, ex-tesoriere della Dc, partito nell’ambito del quale ha conosciuto Luciano D’Alfonso, e poi figura di spicco del Pdl.
Stati è anche ex assessore regionale ed è stato capogruppo di Forza Italia nel 2000, e sembra aver compreso, da consumato talento della politica, che il vento in Abruzzo sta cambiando e che ad avere le vele spiegate oggi è proprio l’ex giovane rampante dello scudo crociato.
Ad AbruzzoWeb la diretta interessata, Daniela Stati, conferma comunque, senza alcun imbarazzo, ma anzi con orgoglio, la sua intenzione di avviare questa sua nuova avventura politica del centrosinistra. “Ho dato la mia disponibilità, vediamo se nascerà qualcosa, ancora non c’è nulla di ufficiale – spiega – Se volete sapere altro aspettate l’ufficializzazione, per ora posso dire che è un’ipotesi che mi appassiona e che sto valutando con alcuni amici”.
Sulle polemiche, anche veementi, che la sua candidatura sta scatenando, la Stati spiega di non sapere “che cosa accada nel Partito democratico, non frequento le loro sedi, non mi permetto di interferire nel loro legittimo dibattito interno. L’ipotesi di una mia candidatura è nata da un rapporto personale, diretto, con Luciano D’Alfonso, persona di cui ho grande stima umana e politica”, svela.
Affermazioni che confermano dunque l’opera indefessa di scouting da parte di D’Alfonso tra gli esponenti di centrodestra, in primis tra i “signori delle preferenze” come, per citarne qualcuno Gianni Teodoro, assessore provinciale Pdl a Pescara, Alessio Monaco, assessore provinciale di Chieti del Movimento per le autonomie, Remo Di Martino, ex assessore provinciale a Chieti per il Pdl, Donato Di Fonzo ex assessore regionale della Giunta Pace e presidente del Consiglio comunale di Lanciano, gli esponenti dell’Unione di centro Pietro Gabriele, consigliere comunale di Montesilvano, Licio Di Biase e Vincenzo Dogali, consiglieri comunali a Pescara.
Una transumanza politica che fa ironizzare sul profilo Facebook il candidato presidente di Rifondazione Maurizio Acerbo: “Ci saranno più uomini di centrodestra con D’Alfonso che con Gianni Chiodi”.
Ma la Stati questo argomento non lo considera degno di nota, almeno per ora, già mostrandosi in piena linea con la teoria dell’equilibrio avanzato dell’ex sindaco di Pescara.
“Con D’Alfonso c’è un feeling fortissimo – spiega la Stati – perché è una persona sensibile, che comprende la sofferenza dell’altro, che va oltre i pregiudizi, e vecchi schemi. Con lui sono sicura che potrò ritrovare la passione per la politica che avevo perso in Consiglio regionale. La prima battaglia che farei, in caso di rielezione, sarà quella sulla legge elettorale, per la doppia preferenza di genere”.
Un feeling rafforzato dall’aver condiviso con D’Alfonso dolorose disavventure giudiziarie. L’ex sindaco di Pescara è stato assolto con il rito abbreviato nell’inchiesta “Caligola” su presunte tangenti e appalti nei programmi di cooperazione transfrontaliera.
Daniela Stati fu invece indagata nel 2010 con l’accusa di aver fatto pressioni per fare assegnare ad Abruzzo Engineering e a società collegate una commessa da 1,5 milioni di euro per lavori da eseguire dopo il terremoto del 6 aprile 2009, in cambio di una serie di regalie.
“Dopo 3 anni e 8 mesi – ricorda – l’inchiesta che mi ha coinvolta ancora non approda a nulla. Il capo di imputazione è cambiato, la procura della Repubblica ha chiesto un supplemento di indagini e io ancora non so di che cosa sarei accusata, visto che non ho ricevuto nessun rinvio a giudizio. Intanto, però, hanno rovinato la mia famiglia e la mia reputazione, mi hanno procurato una sofferenza difficile da raccontare. D’Alfonso che, dopo accuse infamanti e anni di processo, è stato assolto, può capire cosa si prova in certi momenti”.
Ultima curiosità, Daniela Stati si incontra con Di Paolo, l’altro politico marsicano di peso pronto a salire sul carro di D’Alfonso? “Con lui ci vediamo ogni tanto, giorni fa abbiamo preso un caffè insieme, ma non abbiamo parlato di politica, ma della primavera che non arriva…”. Filippo Tronca





