L’AQUILA – “Io accetto tutto, che il popolo abruzzese abbia deciso e ha fatto benissimo. Chiedo solo una cosa, ufficialmente: che ci diano indietro i 700 mila euro che gli abbiamo dato l’anno scorso, le 4 ambulanze e gli spazzaneve a turbina…”.

A dirlo Beppe Grillo, durante un passaggio del suo spettacolo a Bologna, facendo riferimento ai fondi del Masterplan Abruzzo.

“Sull’Abruzzo quello che sto prendendo adesso è il maalox, con la vaselina, insieme…”, ha aggiunto il comico, a proposito dell’esito elettorale delle regionali che ha visto il Movimento cinque stelle sprofondare al 19,73 per cento e la candidata presidente, Sara Marcozzi, arrivare terza.

Intanto il capo politico del M5S Luigi Di Maio, sul blog delle Stelle, prova a mettere una pezza: “Continueremo sempre a restituire gli stipendi, a costruire le trazzere, a regalare le ambulanze, atti di testimonianza importantissimi per spiegare che una politica diversa è possibile”. E Marcozzi non ha tardato a rimarcare: “Era uno spettacolo comico in cui ha detto una cosa provocatoria, per far ridere, ma qui ormai ci si attacca ad ogni cosa”. Marcozzi parla di “polemiche stupide” ed esclude la possibilità che i pentastellati possano mai richiedere indietro le ambulanze.

Le parole di Grillo hanno innescato numerose reazioni stizzite in rete, da parte di molti abruzzesi ma non solo.

“Pofondamente sconcertato” si dice il senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia.

“Beppe Grillo, dopo l’esito delle elezioni regionali, chiede indietro i 700 mila euro ‘donati’ all’Abruzzo dal M5S (con la restituzione di parte degli stipendi dei consiglieri regionali, ndr). Beppe, capisco che vi state facendo prendere la mano dall’analisi costi-benefici, ma questo si chiama voto di scambio”. Scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

“Vorrei ricordare al signor Grillo, che quei soldi provengono dalle casse dello Stato – aggiunge in una nota – sono denari pubblici, semplicemente stornati. La bassezza di queste affermazioni, a cui lui e il Movimento cinque stelle ci hanno tristemente abituato, è ancora più grave se si pensa ai disagi subiti dagli abruzzesi per il maltempo e ai morti che ha provocato. Torna subito alla mente la tragedia di Rigopiano, dove Luigi Di Maio non si è risparmiato la passerella prima del voto. Un atteggiamento vergognoso e irrispettoso, che offende profondamente gli abruzzesi e gli italiani tutti”.

“La battutaccia contro gli abruzzesi di Beppe Grillo non è satira”, afferma la deputata del Partito democratico Stefania Pezzopane.

“Ci troviamo di fronte alla esplicitazione di una rabbia politica dovuta al flop elettorale dei pentastellati, alla presa d’atto della loro incapacità ad amministrare il Paese e gli enti locali. Grillo è arrabbiato per il nuovo scenario politico che vede un nuovo centrosinistra civico e popolare alternativo alla destra sovranista. Ed i 5 stelle sempre più irrilevanti. Che vuol dire ‘gli abruzzesi restituiscano i 700mila euro’ del tanto osannato restitution day? Che M5s agisce per il solo scopo del voto di scambio? Vorrei ricordare al tragi-comico nazionale che il Pd, con quella che loro chiamavano ‘legge mancia’, ha destinato 11 milioni di euro al territorio del cratere 2009”, aggiunge la Pezzopane.

“Somme ben più rilevanti e il cui destino è stato affidato ai comuni”, ricorda la deputata dem, “ora che hanno loro in mano il destino dei terremotati, con un sottosegretario e un commissario di loro nomina, da nove mesi tutto fermo. La satira, dunque, non c’entra nulla. Si tratta di un messaggio grave e insolente. Grillo ha capito che M5s è destinato ad un futuro di irrilevanza politica e che l’unica alternativa a questo centrodestra a trazione sovranista è il centrosinistra. Un centrosinistra che in Abruzzo ha segnato un primo passo di riscatto, con la ricostruzione di una alleanza ampia che vede protagoniste le forze progressiste, liberali e civiche”.

“Il consenso non è una compravendita”, tuona il presidente del Consiglio comunale dell’Aquila Roberto Tinari.

“Provo una infinita tristezza per le affermazioni di Beppe Grillo sugli abruzzesi che, in seguito al risultato elettorale insoddisfacente del Movimento cinque stelle in Abruzzo, secondo il comico genovese dovrebbero restituire quanto ricevuto”, afferma Tinari in una nota. 

“Il fondatore dei pentastellati, di cui ho pur condiviso alcuni obiettivi programmatici, si è reso protagonista di una politica misera e di basso livello. Il bene si fa ma non si rivendica. Richiedere i soldi agli abruzzesi è un’azione riprovevole perché non è con il denaro che si comprano i consensi”, chiosa il presidente dell’assise civica aquilana. 

Dal Movimento 5 Stelle non tarda ad arrivare la replica: “La scarsità di argomentazioni dei senatori Nazario Pagano (Fi) e Stefania Pezzopane (Pd) e del deputato Fabio Rampelli (FdI) fanno ridere più delle battute di Beppe Grillo pronunciate durante il suo ultimo spettacolo comico in teatro. Quella di Grillo era ovviamente una battuta comica, può piacere o no, ma era una battuta. Nessuno ha chiesto o chiederà mai indietro alcunché. Noi siamo fieri di aver rispettato la parola data agli abruzzesi. Con i 720mila euro a cui abbiamo rinunciato abbiamo finanziato 108 imprese con il nostro Microcredito, donato 4 ambulanze alle 4 Asl e donato una turbina spalaneve alla protezione civile per porre, per quanto potevamo, rimedio agli anni di malgoverno di cdx e csx”.

“Ora – concludono i pentastellati abruzzesi su Facebook – dal momento che anche gli stipendi da senatori di Pagano, Pezzopane e Rampelli traggono origine da denari pubblici, ci aspettiamo dagli stessi un gesto di coerenza con le parole pronunciate: donino agli abruzzesi 150mila euro a testa come ha fatto ognuno dei consiglieri regionali del M5S”.