L’AQUILA – Sarà un tour de force di adempimenti, tra Natale e l’Epifania, per partiti e movimenti civici in vista delle regionali del 10 febbraio prossimo, per le quali la Regione ha già speso un milione di euro, motivo per il quale sembra sfumare ogni ipotesi di rinvio per accorparle alle europee.
Si giocano in quelle due settimane, infatti, tutti gli adempimenti necessari alla presentazione delle liste, i cui termini scadono giovedì 10 gennaio alle ore 12,00, cioè il 30esimo giorno antecedente al voto in cui l’Abruzzo sarà chiamato a scegliere il nuovo governo regionale, in anticipo rispetto alla fine della legislatura per le dimissioni di Luciano D’Alfonso, ad agosto scorso costretto a lasciare la poltrona di governatore per la sopraggiunta incompatibilità con la carica di senatore del Pd.
A soli 54 giorni dal voto di strada ce n’è ancora molta da fare, e non solo per chi come il centrodestra ancora non ha un candidato ufficiale, visto che manca l’ufficialità sul senatore di Fratelli d’Italia Marco Marsilio, attesa ormai da settimane da parte del tavolo nazionale.
Le date chiave di questo calendario che conduce alle elezioni sono essensialmente due: il 28 dicembre, data a partire dalla quale è possibile raccogliere le firme per la presentazione delle liste, e il 10 gennaio, termine ultimo per la loro presentazione.
La raccolta delle firme, che scatta a partire dal 45esimo giorno antecedente alle elezioni, riguarda tutte le compagini che non sono presenti in Consiglio regionale, e che non hanno rappresentanza neppure al Parlamento italiano o europeo. È il caso delle liste di sinistra, visto che ad esempio i partiti che alle politiche si sono presentati come Liberi e Uguali e quindi, essendo presenti sia alla Camera sia al Senato potrebbero non doverle raccogliere, alle regionali potrebbero non correre assieme e quindi nessuno autorizzerebbe l’altro a utilizzare il simbolo di Leu.
Ma lo scoglio della raccolta firme, 1.500 per ciascuna provincia da concludere nel giro di meno di due settimane in piene vacanze natalizie, riguarda anche e soprattutto le numerose liste civiche che stanno proliferando, nel centrosinistra come nel centrodestra.
Un traguardo che non deve preoccupare chi punta ad eleggere almeno un consigliere regionale, ma trovare fisicamente 6mila persone che tra i bagordi di Capodanno e l’Epifania appongano una firma a sostegno di una lista non sarà neppure uno scherzo.
La scadenza delle liste, poi, tra il 29esimo e il 30esimo giorno antecedente al voto, segna poi l’avvio vero della campagna elettorale: è da quel momento, infatti, che si saprà realmente chi corre e con quale candidato presidente, visto che da superare c’è anche l’esame della Corte d’Appello sull’ammissibilità dei simboli.
Sul voto del 10 febbraio continuano intanto le polemiche tra chi fa osservare quanto la data sia infausta in una regione costituita da centinaia di comuni montani e dove appena due inverni fa si contavano persino vittime per una straordinaria precipitazione nevosa, e chi insiste sulla legittimità della scelta e sul fatto che un ulteriore rinvio significherebbe lasciare l’ente per un anno senza guida.
Ma sarebbe stato lo stesso ministro dell’Interno Matteo Salvini, da quanto apprende AbruzzoWeb, ad aver detto a Giuseppe Bellachioma e Luigi D’Eramo, deputati abruzzesi della Lega, durante un fugace colloquio giorni fa a Montecitorio, che la data non si cambia. E lo stesso presidente reggente della Regione Giovanni Lolli ha più volte ribadito che un rinvio non è contemplato.
Sulla data, infine, pesa anche il gravoso impegno di risorse da parte della Regione, che secondo quanto si apprende da fonti del Consiglio regionale si attesta tra i 4 e i 6 milioni di euro: una forbice ampia anche perché molto dipenderà dallo straordinario che saranno costretti a fare i dipendenti dei Comuni.
Il primo milione di euro è comunque stato già speso: la Regione ha stipulato il contratto con l’Istituto poligrafico dello Stato per la realizzazione di manuali, schede e manifesti.






