L’AQUILA – “No a idee megalomani e costose lanciate come spot; sì a soluzioni a portata delle persone. E quindi sì a impianti ecosostenibili, funzionali e funzionanti, gestiti da esperti e da professionisti. Lo sport dev’essere al centro delle scelte e delle azioni della politica, che deve occuparsi delle esigenze reali dei cittadini. L’Abruzzo è una regione di sportivi, dai più piccini agli anziani e ha espresso da sempre grandi atleti in varie discipline; ma è arrivato il momento di non accontentarsi, mettere a sistema le vocazioni e promuovere il professionismo anche nello sport”.
È quanto si legge in una nota Paola Federici, vice presidente dell’associazione centri sportivi italiani (Acsi) dell’Aquila e candidata della lista +Abruzzo per Giovanni Legnini Presidente.
“Con il voto del 10 febbraio l’Abruzzo ha l’opportunità di fare un salto di qualità e incentivare il cambiamento culturale per avere una comunità sana e felice. Per questo i tre temi fondamentali per i quali voglio impegnarmi sono quelli che fanno da sempre parte della mia vita personale e di professionista: impiantistica sportiva sostenibile; sviluppo e promozione dello sport di base; professionalizzazione dello sport”, aggiunge.
“Ritengo che sia prima di tutto necessario recuperare l’impiantistica sportiva esistente in un’ottica di ecosostenibilità ambientale e di risparmio energetico, perché possa dare risposte al bisogno delle persone di esercitare un sano sport. Occorre a tale scopo favorire la nascita di reti fra enti locali che possano unire le forze e le risorse per individuare le peculiarità e le vocazioni sportive dei propri territori e incentivarle, razionalizzando i costi”, prosegue.
“Non è, per esempio, sempre necessario costruire una piscina, un campo sportivo o un palazzetto ex novo in ogni piccolo Comune o rione, al solo scopo di creare consenso e con il rischio che poi diventino strutture impossibili da sostenere. L’Abruzzo è già pieno di opere abbandonate, oppure mai entrate in funzione dopo la realizzazione a causa dei costi di gestione elevati. Invece, è più proficuo, sulla base del censimento delle opere esistenti in Abruzzo, andare a individuare strutture condivisibili tra i centri abitati limitrofi. Ho avuto modo di confrontarmi su questo tema con il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che in occasione della presentazione del censimento delle strutture sportive in regione nel luglio del 2017, disse: ‘Il Coni ci mette esperienza e know how ma gli amministratori locali devono avere buon senso e logica per mantenere e gestire gli impianti. Il monitoraggio è strategico e si deve partire dal presupposto che molti impianti esistenti vanno eventualmente riqualificati. Si tratta di un passaggio chiave per capire come e dove intervenire, attraverso le valutazioni e l’apporto delle varie professionalità. In questo la Regione si sta muovendo nella direzione giusta’”, spiega.
“Come indicato già dal ‘Libro bianco sullo sport’ promulgato dall’Unione europea nel 2007, la pratica motoria e sportiva è un bene comune e ha un valore sociale e sanitario. Come evidenziato da parecchi studi scientifici, lo sport di base, praticato adeguatamente e sotto l’occhio di un professionista dello sport, garantisce un sano sviluppo fisico delle persone, stimola la socializzazione a tutte le età, aiuta a superare momenti di disagio psicologico e sociale, è un mezzo per la propria “felicità” quotidiana. Non solo: è uno strumento fondamentale di prevenzione per una salute forte e una lunga prospettiva di vita”, si legge ancora nella nota.
“Tutto questo ha una ricaduta positiva anche sul sistema sanitario, perché una comunità sana non si ammala. Lo sport, non solo quello agonistico, come siamo abituati a pensare, dev’essere praticato con l’accompagnamento di esperti qualificati, che lo sportivo deve poter riconoscere. Ma quali strumenti hanno i cittadini per verificare se gli operatori di piscine, palestre, campi sportivi, ecc. hanno le abilità, le conoscenze e le competenze necessarie? Per fare un esempio, se abbiamo bisogno di un medico, di un avvocato o di un architetto ci accertiamo che siano almeno iscritti a un albo professionale: ma dove verificare le certificazioni dei professionisti dello sport? – aggiunge – Anche per questo importantissimo settore della nostra vita, dobbiamo pretendere che coloro che ci guidano nella pratica sportiva abbiano requisiti certi e verificabili, e che si formino e si aggiornino costantemente”.
“Forse in pochi sanno che proprio per tutelare gli sportivi è stata approvata la norma tecnica UNI 11475 della cui rivisitazione sono stata anche io parte attiva. Si tratta di una norma che definisce – appunto – la preparazione delle figure professionali che operano ‘nell’ambito del movimento umano razionale attivo comunque finalizzato al miglioramento del benessere psicofisico della persona, anche in condizione di disabilità, e/o all’ottenimento di un’adeguata preparazione atletica e sportiva’ (il chinesiologo, il tecnico chinesiologo, l’assistente chinesiologo e l’operatore chinesiologo). La Regione Abruzzo ha l’occasione di diventare capofila di una rivoluzione culturale dotandosi di una legge che finalmente metta ordine nel caos delle professioni sportive”, conclude.





