L’AQUILA – “Assieme a moltissimi miei amici sto dando una mano a Luca Ricciuti in tutta la provincia, non mi nascondo perché sarei ridicolo, d’altronde ho partecipato a molti incontri. Il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa è assolutamente informato di questo e non ho ricevuto da lui alcun diniego”.
Così in una lunga intervista ai microfoni di AbruzzoWeb, il vice presidente uscente del Consiglio regionale e consigliere comunale di minoranza all’Aquila Giorgio De Matteis ‘vuota il sacco’ sulle ultime mosse politiche che lo hanno visto non ricandidarsi in Regione e sposare la causa di un candidato non del suo partito, il forzista Ricciuti.
“Lo faccio per difendere un territorio, rischiamo di non avere alcun consigliere regionale, sia nel centrodestra che nel centrosinistra”, sottolinea, ricordando che “in questa città regnano l’ipocrisia e la stupidità politica, io ho fatto un ragionamento di coerenza. In Consiglio regionale dissi che qualunque appartenenza politica e partitica sarebbe caduta di fronte agli interessi della città”.
De Matteis ha perso le ultime due elezioni a cui ha partecipato, Amministrative 2012, con un ardito tentativo di battere il centrosinistra senza l’aiuto del partitone di centrodestra, il Pdl, e Politiche 2013, tornando nell’Unione di centro che aveva lasciato polemicamente ma mancando l’elezione alla Camera pur essendo al numero 2 delle liste bloccate.
Nonostante questo, assicura, non ha deciso di non ricandidarsi per timore di perdere ancora consenso, “anzi, da quanto vedo in questi giorni se mi fossi candidato sarebbe stato perfino più semplice, con amici nuovi oltre a quelli storici disposti a dare una mano”.
“Soltanto i grillini non mi hanno chiesto la candidatura, anche Acerbo me l’ha chiesta – scherza prima di farsi serio – Mi sembrava eccessiva una quarta legislatura, c’è bisogno anche di nuovi stimoli. Vedremo chi andrà in Regione e quali saranno i nuovi assetti”.
Quanto alle elezioni europee, “sostengo Ncd-Udc, il voto è su Lorenzo Cesa e Filippo Piccone, lo dico con grande chiarezza, equamente. Ho disertato gli eventi con Cesa? L’ho incontrato all’Aquila tre volte, non è necessario fare le sceneggiate per vedere il segretario – afferma – Cesa è il segretario nazionale, Piccone è l’unico abruzzese candidato. Con Piccone non siamo mai stati nemici, si può anche discutere in maniera aspra ma in politica si fa anche una valutazione delle necessità”.
Si va poi sui temi della Vela, lacerata da divisioni interne. Gdm è vicinissimo alla coordinatrice Morena Pasqualone, che ha dato le dimissioni contro le mosse del tandem Raffaele Daniele (capogruppo in Consiglio comuanle) e Sergio Tiberti (consigliere nazionale) e se le è viste respingere.
“Non so perché si sia dimessa, so solo che Cesa le ha immediatamente respinte, anzi ha chiesto a tutti di sostenere ancora di più questa posizione. Qualcuno sperava che accadesse, gli è andata male”, maligna De Matteis.
“Per poter parlare uno deve pure candidarsi, prendere voti, farsi eleggere, stare in politica solo a parole è facilissimo. Qualcuno ha esercitato ruoli importanti senza mai prendere voti, parlo di Rai e di altre cose”, rincara, in riferimento al suo critico degli ultimi mesi, Tiberti, ma anche al consigliere d’amministrazione della tv di Stato, Rodolfo De Laurentiis, ex Udc, questi invece suo nemico storico.
Infine il ticket De Matteis-Carla Mannetti per Politiche 2018 e Amministrative 2017, visione che ha fatto insorgere i giovani consiglieri di opposizione.
“Non ho sollevato io la polemica e chi lo fa è deboluccio. Gli argomenti sono così futuribili che penso che qualcuno abbia tempo da perdere – la replica – Con questo meccanismo elettorale la mia candidatura eventuale e tutta da vedere alle Politiche dipende da qualcuno in questa città? Assolutamente no. Carla Mannetti è una persona limpida e di assoluto rilievo, mi ha sostenuto in campagna elettorale due anni fa, il timore del ticket è di chi se lo pone, le cose si conquistano sul campo”.
In chiusura, il ritorno al suo lavoro di sempre in abbinamento al ruolo di consigliere di opposizione. “Fare il medico è una passione e un lavoro che mi piace, e non è certo sconveniente anche dal punto di vista economico. Cinque anni in Regione, anche ben pagati, sono una vita, la politica è una battaglia continua e perenne, l’ho fatta finché ho voluto”, conclude Gdm. In attesa di ritentare la scalata a Montecitorio, of course.
“È commovente vedere come Giorgio De Matteis distribuisca la cinquantina di voti che gli è rimasta fra Luca Ricciuti di Forza Italia, Lorenzo Cesa e Filippo Piccone di Udc-Ncd e Aldo Patriciello sempre di Forza Italia”.
Replica così il docente universitario Sergio Tiberti, consigliere nazionale dell’Unione di centro, dopo l’intervista ad AbruzzoWeb del vice presidente uscente del Consiglio regionale e suo arcinemico in seno alla Vela.
Un’intervista in cui Gdm ha lanciato fiele su Tiberti, pur senza nominarlo. “Non ho il tempo per occuparmi di queste cose, ne ho altre cose molto più importanti da fare – la replica altrettanto astiosa – Ho superato da molti anni, ahimè, l’età della mia frequenza all’asilo infantile, dove si facevano queste cose e poi si andava a pigolare dalla maestra”.
“Mi sembra singolare che il segretario di un partito concordi con un ormai ex, quale De Matteis è, di votare un altro partito. E naturalmente è chiaro che considero sciocchezze il fatto che voti Ricciuti perché L’Aquila deve avere il suo deputato regionale”, attacca.
Per Tiberti “l’Abruzzo è l’Abruzzo, tutti devono concorrere al benessere e al successo della Regione Abruzzo. Sono candidati per la regione, non per i comuni. La scusa che si difenda un territorio non regge. Il resto è una scusa. Sono certo che se De Matteis avesse avuto contezza della forza elettorale che ancora secondo lui lo arride, si sarebbe sicuramente presentato – insiste – Ricordo comunque che, con grande spirito di servizio, Rodolfo De Laurentiis si presentò alle scorse elezioni regionali come candidato presidente dell’Udc che, da sola, prese il 6%. Adesso vedremo”.
“Insieme a tutto un gruppo di amici e insieme al consigliere comunale Raffaele Daniele, il notevole lavoro fatto all’Aquila e, per quanto mi riguarda, anche a Sulmona, Avezzano, Teramo e Chieti per supportare la candidatura di Lorenzo Cesa, e di riflesso di Piccone, avrà un buon successo – assicura Tiberti – Voi giornalisti che siete testimoni sul territorio, ditemi se sono stati visti grandi assembramenti di persone attorno a De Matteis. Per quanto mi riguarda, ho sempre lavorato per spirito di servizio e senza alcuna richiesta di alcunché”.
“L’effetto deleterio di De Matteis si ripercuoterà, anche se speriamo di no, su Ricciuti, Cesa e Piccone. Sono invece molto lieto nell’apprendere che dopo vent’anni De Matteis torni all’attività di medico. Sicuramente è una buona scelta, anzi, molto meglio di ciò che ha fatto in politica”, conclude. Roberto Santilli






