L’AQUILA – “In Abruzzo dobbiamo realizzare una rivoluzione dolce per la riconquista di spazi di libertà una libertà sostanziale dalla povertà ricongiungendo diritti civili e sociali. Un uomo che ha fame non è un uomo libero. Non sarà semplice sono importante parte degli abruzzesi e pensionati in particolare è sotto la soglia di povertà. Basta precarietà per i giovani basta lavoro povero come il part time involontario”.
Così Luciano D’Amico, candidato del centrosinistra alla Presidenza della Regione Abruzzo, dal palco allestito all’Aquila davanti all’auditorium al Parco del Castello, insieme alla neo eletta presidente della Sardegna Alessandra Todde.
“Nella giornata delle donne, non regaleremo mimose ma regaleremo una copia della costituzione italiana. A tutte le donne e a tutti gli uomini. Ho visto una bandiera arcobaleno, questa giornata deve diventare una grande festa dei diritti. E noi stiamo combattendo per il salario minimo. Accompagneremo le imprese ad innovare, per far tornare l’Abruzzo attrattivo per le nuove imprese. Solo così creeremo nuovi posti di lavoro e frenare la fuga dei giovani”.
“Siamo terzultimi in Italia per qualità dei servizi sanitari, questo dicono i dati. La sanità sarà il primo capitolo, non è pensabile che il 16% in abruzzesi vada a curarsi fuori. Non c’è ancora una rete territoriale sanitaria che mette al centro la prevenzione”.





