L’AQUILA – “Il candidato presidente, di quello che io preferisco chiamare fronte progressista e non ‘campo largo’, che non porta nemmeno bene, deve essere una persona capace, onesta, che non vive esclusivamente di politica e che possa soprattutto incarnare un programma forte, chiaro di rottura che dia risposte ai cittadini, a coricare da sanità e diritti sociali, aiuto alle fasce deboli.  E sono convinto che questa volta non sarà scelto dai soliti caminetti e manovratori dietro le quinte”.

Così nell’intervista in diretta streaming Alfonso D’Alfonso, segretario regionale di Demos, formazione politica progressista e di ispirazione cristiana, di cui è segretario nazionale Paolo Ciani, e che sta partecipando al tavolo del centrosinistra in vista delle elezioni regionali della primavera prossima, per la definizione del programma e l’individuazione del candidato presidente da contrapporre al presidente uscente Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia.

Prosegue Alfonso D’Alfonso: “devo dare atto al capogruppo del Pd Silvio Paolucci e del MoVimento 5 stelle, Francesco Taglieri, di aver sbloccato una situazione che rischiava di incancrenirsi, avviando i lavori per definire programma e perimetro dell’Alleanza. Un dato positivo è che le scelte non saranno fatte a Roma, dalle nomenclature, L’Abruzzo non sarà colonia di nessuno”.

Per quanto riguarda il programma, anticipa D’Alfonso: “dentro ci devono essere i servizi e i diritti dei cittadini, a cominciare dalla sanità, dove è fondamentale il ridimensionamento delle cliniche privata, e una difesa strenua della sanità pubblica ed accessibile a tutti. La priorità deve essere poi la risposta da dare alla fascia più debole della popolazione, visto che i poveri aumentano in Abruzzo. Sono scelte che la Regione è chiamata a fare innanzitutto nell’utilizzo dei soldi che ha a disposizione. Non è ammissibile che con tutti i problemi che ci sono si arrivi a spendere milioni di euro con i maxi emendamenti di fine anno distribuiti a discrezione per una miriade di piccole opere, eventi, feste e sagre di paese. C’è una questione di priorità. Importante è poi il tema del trasporto pubblico,  che nelle aree interne è fortemente penalizzato. Basi considerare che sulla costa con il biglietto unico il prezzo è di un terzo a parità di chilometri, questa è discriminazione deve finire”.