TERAMO – La giornalista di Cityrumors Anja Cantagalli è stata aggredita da un uomo munito di megafono stava contestando il deputato del Pd Luciano D’Alfonso, che ha organizzato oggi un personale presidio di protesta davanti la Asl di Teramo, contro “la propaganda elettorale illecita”, da parte del direttore generale Maurizio Di Giosia.

Scrive Cityrumors, che pubblica anche il video con il protagonista dell’aggressione: “La collega è stata aggredita mentre stava facendo il suo lavoro: ossia documentare e raccontare i fatti. Uno dei “contestatori” le ha strappato di mano il cellulare. E poi lo ha tenuto con se fino a quando, dopo varie insistenze, e con l’arrivo della polizia, lo ha restituito. Buttandolo a terra.
Resta l’amarezza per una vicenda assolutamente inqualificabile e di totale disprezzo per il ruolo dell’informazione”.

L’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo esprime solidarietà alla collega Anja Cantagalli, e scrive che “si tratta di un brutto episodio di intolleranza e di violenza nei confronti della giornalista ma rappresenta anche un attacco al diritto all’informazione. I giornalisti svolgono un ruolo cruciale fornendo informazioni fondamentali per il dibattito pubblico. Ormai non bastano più parole di condanna, si tratta invece di mettere in atto azioni concrete per proteggere i giornalisti e per garantire loro che possano continuare a svolgere il loro lavoro in sicurezza. E’ auspicabile che le autorità accertino le identità degli aggressori per metterli in condizione di risponderne dinanzi alle autorità competenti”.

Non  si è fatta attendere poi la solidarietà dello stesso D’Alfonso.

“Esprimo tutta la mia solidarietà alla giornalista Anja Cantagalli di Cityrumors, aggredita da un gruppo di persone politicamente avverse che tentavano di disturbare la mia iniziativa. Questi i fatti: come da me preannunciato sin da ieri su Facebook e alle testate giornalistiche, stamattina mi sono recato davanti alla sede della ASL a Teramo, per fare dieci domande alla persona giuridica del direttore generale dell’azienda sanitaria, a salvaguardia della libertà degli operatori della sanità e del diritto alla salute, da mettere al riparo dalle prepotenze della Regione in scadenza. Durante questa mia iniziativa, un gruppo di contestatori – chiaramente organizzato con clacson e trombette – ha cominciato a rumoreggiare a pochi metri di distanza”.

Prosegue D’Alfonso: “Anja Cantagalli si è avvicinata per riprenderli con il proprio cellulare, e qui è scattata l’aggressione: le hanno strappato il telefono dalle mani e non intendevano riconsegnarglielo. La giornalista ha dovuto chiamare la polizia per farsi ridare lo strumento di lavoro, che i contestatori hanno gettato per terra schernendola con la frase: ‘Sei stata tu a buttarlo, volevi ricomprartene uno nuovo’. Rinnovo tutta la mia solidarietà ad Anja Cantagalli e mi metto a sua disposizione per eventuali testimonianze mirate alla ricostruzione della verità, al contempo esprimo la più totale riprovazione per questo atto violento e intimidatorio ai danni di una operatrice dell’informazione, riprovazione che si estende anche ai mandanti di questo gruppo di contestatori. Le contestazioni sono legittime ma non devono mai sfociare in atti di violenza, a maggior ragione nei confronti di una donna proprio nella giornata dell’8 marzo”.