L’AQUILA – “Abbiamo sempre utilizzato il metodo di mettere al primo posto la città. Può sembrare uno slogan, ma non lo è, è una linea di condotta. Questo altri non lo hanno fatto, noi sì. Ora vinciamo in Regione, portando in Consiglio un aquilano dopo tanti anni. E poi aspettiamo il premier, Matteo Renzi, all’Aquila. Con qualcosa di concreto per la ricostruzione”.

Così Stefano Albano, giovane segretario del Partito democratico dell’Aquila, nel pieno della campagna elettorale verso le regionali del 25 maggio, campagna elettorale che Albano insieme agli altri giovani piddini sta affrontando in sostegno a Pierpaolo Pietrucci e Sabrina Altamura per Luciano D’Alfonso candidato presidente nelle file del centrosinistra.

“Il nostro sostegno a Pietrucci e alla Altamura sono un segnale forte di rinnovamento – afferma Albano – puntiamo ad eleggere entrambi, anche se Pietrucci in questo momento ha maggiori possibilità di essere eletto. Sono due candidati di una squadra, senza personalismi. Non c’è stata una linea verde contrapposta a un gruppo dirigente, questo è un rinnovamento vero con persone che da anni stanno sul campo. E a D’Alfonso questo messaggio è arrivato, c’è bisogno di una regione diversa, che finalmente si occupi della ricostruzione dell’Aquila”.

“Fino ad oggi con Gianni Chiodi governatore non c’è mai stata, anzi, a volte è stata ostacolo al processo di ricostruzione”, rincara la dose Albano, lodando la governance di Vasco Errani in Emilia Romagna nella vicenda del sisma del 2012.

Poi, sulla mancata visita del premier Renzi all’Aquila, fino ad oggi non ha mai messo piede nel capoluogo abruzzese da quando si è insediato al posto di Enrico Letta, Albano spiega: “Non servono comparsate, ce ne sono state troppe in questi anni. Renzi verrà dopo le elezioni, consapevole della mancanza di fondi per L’Aquila. Ci porti dei risultati concreti, c’è l’impegno di molti, vedi il sottosegretario Giovanni Legnini, affinché si lavori seriamente per la nostra città”.

Un ultimo pensiero Albano lo riserva al quadro europeo, terribile a livello economico e sociale, con le elezioni che cadranno proprio il 25 maggio, giorno delle regionali in Abruzzo.

“Se uscissimo dall’Euro e tornassimo alla Lira, il nostro Paese diventerebbe terra di saccheggio da parte delle multinazionali nel giro di pochi mesi. C’è bisogno di un’altra Europa, che sia innanzitutto politica e senza i tecnocrati senz’anima. L’austerity sta facendo male anche all’Aquila”.