Aprire una partita IVA può spaventare, ma esistono diverse tipologie di regimi fiscali che vengono incontro a ogni esigenza. È questo ad esempio il caso del regime forfettario, una scelta vantaggiosa per chi ha appena iniziato e per i piccoli imprenditori.

Caratterizzato da un’aliquota del 15% sull’imponibile, ridotta al 5% nei primi cinque anni di attività, questa tipologia offre infatti un notevole sollievo fiscale rispetto ad altre opzioni. Non è qualcosa di accessibile a tutti, ovviamente, ma ci sono dei limiti e degli obblighi da rispettare.

Inoltre, dal 2024 alcune norme cambieranno, come ad esempio l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari. In questo articolo, quindi, dare una panoramica di cosa sia il regime forfettario, con un occhio verso requisiti, agevolazioni e obblighi, presentando infine una panoramica di quali saranno le modifiche che partiranno dal 1° gennaio 2024.

Che cos’è il regime forfettario

Il regime forfettario rappresenta un sistema fiscale agevolato in vigore in Italia, progettato per venire incontro alle esigenze di imprese e liberi professionisti di dimensioni ridotte.

L’agevolazione che prevede, infatti, è particolarmente significativa e va a incidere sia sull’aliquota applicata per il calcolo dell’imposta sul reddito, fissata al 15%, sia sulla determinazione del reddito imponibile.

Tale aliquota si riduce in verità al 5% per i primi cinque anni di attività, ed è proprio questa opzione particolarmente vantaggiosa a rendere il forfettario ideale per chi avvia una nuova impresa.

Ovviamente, per riuscire a godere di questi benefici e rientrarci è importante rispettare dei requisiti specifici. Il regime forfettario è infatti riservato a:

●       Persone fisiche  o imprese familiari che esercitano attività d’impresa, arte o professione, escludendo società e associazioni professionali.

●       Coloro cui i ricavi e compensi annui rispettino certi limiti, fissati a 85.000 euro dal 2023.

Un ultimo requisito oggettivo riguarda infine il limite di spese per personale dipendente, fissato a 20.000 euro dalla Legge di Bilancio del 2020. Fino a qualche tempo fa vi era un ulteriore limite sui beni strumentali, che non dovevano superare i 20.000 euro, ma di recente questo è stato eliminato e non vi è più alcun vincolo.

Legge di Bilancio 2023: quali erano stati i cambiamenti

Una significativa modifica alle normative sul regime forfettario si è avuta di recente con la Legge di Bilancio 2023. Questa, infatti, aveva introdotto significativi mutamenti, mirando a migliorarne l’efficienza e contrastare l’evasione fiscale.

Un cambiamento rilevante è riguardato ad esempio l’innalzamento del limite di ricavi o compensi per accedere e permanere nel regime, passando da 65.000 a 85.000 euro (art. 1, comma 54).

Inoltre, sono state introdotte nuove regole per la fuoriuscita dal regime agevolato, istituendo una sorta di “tagliola anti-evasione”.

La cessazione del regime forfettario avviene poi nel medesimo anno in cui i ricavi superano i 100.000 euro, comportando l’applicazione immediata dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) per le operazioni oltre tale limite.

È una misura che è stata inserita per garantire maggiore controllo e trasparenza nelle attività economiche dei contribuenti.

Nuove regolamentazioni: cosa porterà il 2024 per il regime forfettario

Nonostante il 2023 abbia portato grandi mutamenti nel mondo del regime forfettario, un ulteriore passo in avanti si avrà anche a partire dal 1° gennaio 2024. Si avrà, infatti, l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica per tutti i contribuenti che aderiscono a questo regime agevolato.

Tale previsione è sancita dal Decreto Legge n.36/2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile 2022, e segna una tappa significativa nella digitalizzazione delle pratiche contabili. In precedenza, fino al 1° luglio 2022, l’obbligo riguardava esclusivamente chi nell’anno precedente aveva percepito ricavi o compensi superiori a 25.000€.

Ma ormai è cosa certa che dal 2024 la restrizione viene del tutto eliminata e l’obbligo della fatturazione elettronica abbraccerà tutti i forfettari, indipendentemente dal volume dei ricavi del 2023, mettendo quindi termine a quello che era conosciuto come regime transitorio.

Come per chi aveva già dimestichezza con la fatturazione elettronica, vorremmo sottolineare alcune regolamentazioni da seguire per evitare che i forfettari poco informati possano cadere nel rischio di sanzioni.

Queste norme riguardano principalmente i termini di emissione delle fatture elettroniche, sia in modalità immediata che deve avvenire entro 12 giorni dall’operazione, sia in modalità differita, obbligatoria entro il giorno 15 del mese successivo.

Per coloro che non sono ben pratici di questo nuovo strumento, esistono software online di grande utilità per la gestione dell’intera area amministrativa della propria attività e che permettono anche di gestire con facilità la compilazione e l’invio delle fatture elettroniche, secondo i termini e gli obblighi di legge previsti.

In conclusione

Il regime forfettario si conferma ancora una volta come un’opzione fiscale favorevole per i piccoli imprenditori italiani, ampiamente diffuso e utilizzato da tutti coloro che rientrano nei limiti e negli obblighi previsti.

Con un’aliquota agevolata del 15%, ridotta al 5% nei primi cinque anni, è infatti un notevole vantaggio fiscale. Tuttavia, è importante restare sempre al passo e informarsi sulle modifiche nelle normative e negli obblighi previsti.

La Legge di Bilancio 2023 aveva già introdotto modifiche, aumentando il limite a 85.000 euro e stabilendo nuove regole di uscita. Oltre a questo, però, il 2024 porterà l’obbligo di fatturazione elettronica per tutti i forfettari, sottolineando la necessità di una transizione attenta.