ROMA – “Stiamo assistendo ogni giorno ad una mistificazione delle ragioni del NO al referendum sulla giustizia che ormai non hanno più un limite. Oggi addirittura un alto esponente della magistratura, che ha rinnegato le sue idee solo per ragioni ideologiche, si è spinto oltre arrivando a minacciare azioni giudiziarie nei confronti degli organi di stampa”.
Così, in una nota, il deputato abruzzese di FdI Guerino Testa in merito al caso del Foglio.
“Tutto ciò rafforza sempre di più uno dei principi della riforma che è quello di creare una Alta Corte disciplinare indipendente che deve tutelare i cittadini quando i magistrati sbagliano. Ed in questo caso sarebbe di sicuro intervenuta. Nicola Gratteri, a prescindere dalle sue legittime convinzioni, dovrebbe dare l’esempio, intervenendo con integrità, onore, disciplina, rispetto delle Istituzioni e della democrazia. Spiace che un magistrato come lui scada in un simile degrado verbale”.
“Per questo e per i tanti altri motivi esplicati dalla riforma si deve andare a votare SÌ. Solidarietà alla redazione de Il Foglio per le intimidazioni ricevute”, conclude Testa.
IL CASO: “GRATTERI CI HA DETTO CON VOI FAREMO I CONTI DOPO”
Questa mattina, il direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, postando l’articolo uscito questa mattina sul suo giornale nel
quale si riporta la conversazione con il procuratore di Napoli Nicola Gratteri sul caso Sal Da Vinci, ha scritto: “Abbiamo chiamato Gratteri per capire perché ha detto che Sal Da Vinci voterà ‘no’ al referendum (falso). Ci ha detto: scherzavo. E ha aggiunto: ‘Se dovete speculare fate pure. Tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete'”.
Il fresco vincitore di Sanremo, ‘reo’ di aver cantato ‘Per sempre sì’ in era di Referendum, è diventato infatti suo malgrado il ‘casus belli’ di una campagna per la riforma della giustizia farcita di ‘fraintedimenti’, aggressioni verbali e ‘scherzi’, ricostruisce il Foglio, spiegando che i fatti prendono il via da una ospitata a La 7 dove il procuratore ha detto che Sal Da Vinci canta ‘Per sempre Sì’, ma alla fine voterà No.
“Era tutto uno scherzo”, dice Gratteri. “Ridevo con il presentatore”, spiega al quotidiano.
Ma, incalzato dalla giornalista sul fatto che il vincitore del festival di Sanremo ha dovuto smentire, si fa serio: “Senta, con voi del Foglio… Se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Fatelo. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti”. “I conti?”, ribatte il cronista del quotidiano diretto da Cerasa, che parla di un “avvertimento (ben poco allegro)” da parte del magistrato. “Nel senso che tireremo una rete”.
“Lei, o chi per lei, è in buona fede? E allora potrà credere che io giocavo – ribadisce – Tutto un gioco tra me e il presentatore. Ci siamo guardati, abbiamo riso, riguardi la trasmissione”.
Il rischio, però, è di non distinguere più tra il serio e il faceto, lo ammoniscono dal Foglio. “Peggio per chi non distingue”, si smarca il procuratore. “Il punto è semplice – chiosa – a una battuta ho risposto con una battuta”.





