L’AQUILA – “È paradossale: il sindaco riconosce un ‘significativo ritorno alla partecipazione’, ma subito dopo la scredita, accusando una ‘minoranza rumorosa’ di sinistra di inquinare il dibattito con fake news, mentre esalta L’Aquila come il migliore tra i capoluoghi per il Sì – omettendo di ricordare che al Comune dell’Aquila il Sì si è fermato al 47,7% – e prevede la vittoria alle comunali del 2027 contro gli ‘attivisti della domenica e polemisti militanti’ e gli ‘ululanti con bandiera sovietica…relitti della storia0”.

In merito alle dichiarazioni del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di Fdi, rilasciate all’indomani del referendum, interviene la federazione deI Passo Possibile, con Americo Di Benedetto, il presidente Fabrizio Ciccarelli e i consiglieri comunali Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia.

“Si tratta di una serie di dichiarazioni che rivelano un inaccettabile attacco alla partecipazione democratica bollata come ‘feste sguaiate’ – scrivono nella nota -. A prescindere dal giudizio politico – sempre legittimo – è sui toni e sul modo in cui viene interpretato il ruolo istituzionale che urge una riflessione. Ancora una volta assistiamo a un linguaggio sopra le righe, divisivo, a tratti scortese, che potrà forse galvanizzare nello scontro politico, ma che non è accettabile da chi rappresenta un’intera città. Quelle parole non sono rappresentative, non sono di esempio, e rischiano anzi di trasmettere un messaggio opposto rispetto a ciò di cui la nostra comunità ha bisogno. Non si tratta di un episodio isolato ma di uno stile che si ripete sia nei comunicati che nelle uscite pubbliche”.

Uno stile, prosegue la nota, “in linea con quello di certa classe dirigente nazionale: dallo scontro con gli studenti liquidato dalla ministra Bernini con ‘poveri comunisti’ al ‘bau bau’ della deputata Montaruli, fino alla stessa Meloni sui palchi ad intonare ‘chi non salta comunista è’, dove slogan e contrapposizione prendono il posto del rispetto e della misura”.

“L’Aquila non è un palco eppure continuiamo a vedere un sindaco più impegnato a controbattere e a polemizzare che ad assumere fino in fondo il ruolo che ricopre – prosegue la nota -. Un sindaco che troppo spesso appare come un esponente di parte, più che come un rappresentante della comunità tutta, e questo non fa bene alla città soprattutto oggi, in un momento in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026. In un tempo segnato da guerra, dolore e incertezza, la nostra città ha bisogno di serenità, di parole di pace e di amore, di equilibrio, di misura e capacità di unire”.

Infine, “il dato politico più rilevante è che questo referendum ha riportato al voto migliaia di cittadini tra cui molti giovani. È tornata una partecipazione che mancava da anni, fatta di scelte consapevoli, di confronto e coscienza civica. Noi opposizione difendiamo questo slancio civico, continueremo sempre a proporre un’amministrazione inclusiva, che unisca e che non etichetti”.