PESCARA – Il fronte del no è un’accozzaglia? “È sbagliato, un leader politico e di governo non può spaccare il Paese così, non può offendere quei tanti italiani che votano ‘no’, ma dovrebbe invece unire il Paese come sta facendo il presidente della Repubblica”.

Lo ha detto Stefano Parisi, intervenendo nella sala consiliare del Comune di Pescara ad un’iniziativa del centrodestra per il ‘no’.

“Il fronte del ‘no’ non è un’accozzaglia per sua fortuna è variegato: i nostri motivi sono diversi da quelli della Cgil, D’Alema o Zagrebelsky, siamo lontanissimi anche perché abbiamo in mente un’idea di riforma molto più ambiziosa”, ha aggiunto Parisi.

Nella sua lettera letta nell’assemblea del ‘no’ di centrodestra a Pescara, Silvio Berlusconi fa un appello all’astensionismo, “fenomeno gravissimo che mina alla radice il senso stesso della democrazia” e invita tutti gli elettori di centrodestra al voto perché “sono convinto che la maggior parte di loro appartenga alla nostra cultura, che condivida le nostre idee, che sia come noi espressione della cultura del fare, della concretezza, della responsabilità”.

La chiamata al voto da parte del popolo del centrodestra per Berlusconi ha la funzione di “offrire a loro un progetto con alcuni capisaldi chiari: meno tasse, meno Stato, meno Europa nella sua declinazione burocratica e vincolistica, più sicurezza, più autorevolezza dell’Italia sul piano internazionale, una giustizia più veloce e credibile, un controllo vero dell’immigrazione, una difesa forte della nostra identità culturale e religiosa”.

Nella sua lettera l’ex premier conferma che il ‘no’ “non è per conservare l’esistente ma per cambiare davvero, per poter realizzare una riforma costituzionale che sia veramente utile al Paese e non solo a Renzi e al Pd”.

Sono quattro, secondo il leader di FI, i punti cardine di un’eventuale nuova riforma ispirata dal centrodestra, ossia: 1) un tetto costituzionale alla pressione fiscale; 2) riduzione parlamentari, 300 deputati e 150 senatori; 3) vincolo di mandato; 4) elezione diretta Capo dello Stato.

“Questa sarebbe una riforma seria, quella che noi chiediamo da quando Forza Italia è nata nel 1994 – conclude Berlusconi – il nostro è un impegno a cambiare l’Italia. Per restituire la sovranità agli italiani dopo cinque colpi di Stato in poco più di vent’anni, dopo tre governi di seguito, che non hanno avuto la fiducia degli italiani. Non dimentichiamolo mai: l’ultimo governo voluto dagli elettori è stato il nostro, nel 2008. Sono passati quasi nove anni”.

”Tutta questa campagna per il Sì da parte di Luciano D’Alfonso altro non è che solo una forma di corteggiamento personale a Renzi, per benefici personali”, ha detto il coordinatore di Forza Italia Abruzzo Nazario Pagano, a margine dell’incontro del centrodestra con Parisi e Antonio Tajani in Consiglio comunale a Pescara.

Forza Italia punta su una legge elettorale proporzionale dopo la auspicata vittoria del No perchè ”sono cambiati i tempi”.

“Ci sono almeno 3 poli più l’astensionismo, quindi col maggioritario si rischia di far vincere chi non avrà mai almeno la metà dei consensi. Non ci vedo nessuna contraddizione in questo cambio di strategia”, ha affermato Tajani, vice presidente del Partito Popolare europeo.

”Con una vera legge proporzionale – ha proseguito – si potrà rende merito alla volontà popolare, e a quel punto nel centro destra, è idea mia, sarà possibile parlare di alleanza di coalizione anche con Salvini, FdI, e Parisi. Ncd? Se non vogliono andare a sinistra, per me sono i benvenuti”.