L’AQUILA – Si prospetta un vero e proprio flop per il reddito di emergenza.

Secondo il Sole 24 Ore, infatti, a meno di tre settimane dalla pubblicazione del decreto “Rilancio”, l’Inps sta provvedendo a pagare i primi 67mila Rem, appunto i redditi di emergenza per le famiglie in difficoltà che non hanno beneficiato di altri sussidi (tra questi, anche il reddito di cittadinanza).

Il flop, con questo ‘ritmo’, si è attestato a 244 mila domande: in pratica, solo un terzo della platea stimata dal governo ha chiesto un sussidio per cui c’è tempo fino al 30 giugno.

Le domande respinte, riporta sempre il Sole 24 Ore, sono 39 mila.

Preoccupazione è stata espressa da Cristiano Gori, docente di Politiche sociali, lo stesso che aveva fortemente sostenuto l’introduzione del Rem ma senza l’Isee.

“C’è il pericolo – ha spiegato Gori al Sole – che una parte rilevante tra gli oltre due milioni di persone che hanno diritto al Rem non lo riceva. Gli esclusi rischiano di essere in particolare coloro i quali sono completamente al di fuori della rete del welfare pubblico, dunque non hanno l’Isee, e chi dispone di strumenti culturali e relazionali limitati per presentare la domanda”.

Uno dei motivi per cui il Rem, rivolto anche a cittadini stranieri, rischia concretamente di rivelarsi un fallimento è l’incompatibilità con tutte le altre forme di aiuti già attivate; inoltre, per accedervi, è previsto un requisito patrimoniale mobiliare inferiore ai 10mila-20mila euro a seconda del numero dei componenti familiari.