ROMA – “I dati dell’Inps confermano quanto il Reddito di cittadinanza abbia lasciato un’eredità pesante sui conti pubblici. A distanza di anni dalla sua cessazione, restano ancora somme ingenti da recuperare e criticità legate ai controlli sui percettori indebiti”.
Così, in una nota, il deputato abruzzese di FdI Guerino Testa, segretario della commissione Finanze della Camera.
In particolare: “Il rendiconto generale del 2025 dell’Inps certifica come a due anni dalla cessazione del reddito di cittadinanza, legge simbolo del Movimento 5 Stelle, persistono gravi criticità, con 1,4 miliardi ancora da recuperare, di cui una quota significativa di difficile esigibilità dai percipienti indebiti”.
“Alla luce di questo preoccupante quadro, ho ritenuto urgente presentare un’interpellanza ai ministri dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e del Lavoro delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, per comprendere gli effetti negativi della misura sul bilancio dello Stato e sulle future scelte di politica economica e fiscale che dovra’ adottare il Governo Meloni”.
“Ritengo importante, inoltre, conoscere le iniziative attuate dai ministri competenti per innalzare i livelli di controllo e di verifica attraverso incroci anagrafici e patrimoniali nei confronti dei percettori del reddito di cittadinanza, il cui costo complessivo arriva a sfiorare circa 1 miliardo di euro. È oggi più che mai evidente come il reddito di cittadinanza sia stato uno strumento fallimentare sotto il profilo economico, politico e culturale, anche a causa dei controlli inefficaci attuati dai governi Conte e del mancato reinserimenti lavorativo dei percettori della misura assistenziale”.
“È una situazione che dimostra, ancora una volta, quanto quella misura fosse costruita senza adeguate garanzie e senza un efficace sistema di verifica – aggiunge – Con l’interpellanza che avevo presentato ho chiesto al Governo di fare chiarezza sulle risorse ancora da recuperare e sulle iniziative messe in campo per rafforzare i controlli anagrafici, reddituali e patrimoniali”.
“Non si tratta soltanto di recuperare risorse, ma di garantire che ogni euro pubblico venga destinato a chi ne ha realmente bisogno. Il Governo Meloni ha scelto una strada diversa: superare una misura assistenziale inefficace e puntare su lavoro, formazione e inclusione attiva. È questa la direzione giusta per costruire politiche sociali più sostenibili, eque ed efficaci”, conclude Testa.






