L’AQUILA . Nel 2019 le persone a rischio povertà sono scese di oltre un milione di persone, passando da 16 milioni e 441mila un anno dopo sono diventati 15 milioni e 388mila. Lo certifica Eurostat riferendosi comunque alla situazione pre Covid.
Si legge anche sul Il Fatto Quotidiano, nell’area euro la percentuale si è ridotta dello 0,8 per cento (dal 21,6 al 20,8). Per il 2021, secondo quanto prevede il bilancio preventivo dell’Inps, è prevista una spesa per reddito e pensione di cittadinanza di quasi 7,2 miliardi, in lieve calo rispetto al bilancio 2020. Inoltre a dicembre percepivano il reddito 1,25 milioni di famiglie per 2,9 milioni di persone coinvolte. Il tema del reddito di cittadinanza è stato inevitabilmente uno di quelli portati dal M5s al tavolo delle consultazioni del premier incaricato Mario Draghi. Secondo la delegazione dei Cinquestelle il presidente del Consiglio in pectore si è dimostrato “sensibile” all’argomento.
Secondo Eurostat, il rischio di povertà ed esclusione sociale è maggiore per le donne e per i più giovani mentre è più basso per gli over 65 (19,8%). Se infatti la percentuale complessiva delle persone a rischio povertà ed esclusione sociale nel 2019 era 25,6%, era al 30,8% tra i 20 e i 29 anni (in calo dal 34,7%), per le donne il rischio è più alto che per gli uomini con il 26,6% nel 2019 a fronte del 24,5%.
Povertà ed esclusione sociale si concentrano soprattutto nelle regioni del Sud, con la Campania con il 49,7% delle persone in questa situazione.
“L’Eurostat conferma – ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico – che in Italia c’è stato ‘un calo importante del numero di coloro che sono in povertà o a rischio di povertà ed esclusione sociale nel 2019, primo anno di introduzione del reddito di cittadinanza. La pandemia nel 2020 ha ridotto i redditi degli italiani, ma grazie al Rdc e alle politiche sociali di contenimento messe in atto tempestivamente, il calo del reddito nel 2020 è stato inferiore del 51% rispetto a quello che sarebbe potuto essere in assenza di politiche anti covid. Il 2021 dovrà essere l’anno del rilancio anche delle politiche attive e degli investimenti, sfruttando al massimo le capacità del Paese e le opportunità del Recovery fund”.






