GIULIANOVA – “È una vergogna. Chiedo la revoca immediata!”. Così Francesco Mastromauro, nella duplice veste di sindaco di Giulianova e di delegato regionale dell’Anci per le questioni demaniali e turistiche, definisce l’emendamento del Pdl, riproposto e approvato in Consiglio regionale, che consente di sanare le recinzioni degli stabilimenti che non si sono adeguati alla normativa vigente.
“Un emendamento – aggiunge il sindaco – che va a colpire il demanio marittimo causando un grave pregiudizio alla salvaguardia paesaggistica, e che è uno schiaffo a tutti quei balneatori abruzzesi che hanno rispettato le leggi. Oltretutto è appena il caso di ricordare che già la giustizia amministrativa si era espressa dando torto a coloro che avevano violato i divieti consacrati nel Piano demaniale marittimo”.
Per il sindaco Mastromauro si tratta di una scelta dagli effetti devastanti, perché, dice, “gli stabilimenti diverranno fortilizi, con recinzioni alte fino a 1 metro e 80 chiudendo il mare alla fruibilità e alla vista di cittadini e turisti. Senza poi dire che questo provvedimento, come pure ha sottolineato il presidente dell’Anci Abruzzo, Antonio Centi, è anche oggettivamente inaccettabile sul piano del metodo dei rapporti tra la Regione ed i Comuni costieri, che rivendicano una loro autonomia decisionale”.
VASTO, IL SINDACO A CONSIGLIERE PROSPERO: ”FAI ABROGARE LA LEGGE”
VASTO – Va crescendo la polemica sulla recente legge approvata dalla giunta regionale, che consente alle concessioni balneari di mantenere recinzioni alte fino a un metro e 80 centimetri.
A Vasto Marina (Chieti), dopo le manifestazioni della scorsa settimana, anche appoggiate dai partiti politici e dagli amministratori regionali, il sindaco Luciano Lapenna ha inoltrato una lettera aperta al presidente della commissione Agricoltura, il vastese Antonio Prospero.
“Caro presidente – si legge nel testo – vedo con piacere che ti sei smarcato dichiarando di non aver voluto firmare l’emendamento a favore delle recinzioni perché non sei d’accordo con lo stesso. Mi sarei aspettato un tuo pronunciamento contrario al momento della votazione in Consiglio regionale. Tuttavia questo non è il momento delle polemiche, ma il momento di decidere come rimediare ad un provvedimento sciagurato”.
“Ti prego pertanto – aggiunge – di prendere, in Consiglio regionale, l’iniziativa per abrogare la legge, nell’interesse della città di Vasto e dell’intera regione Abruzzo. Se è vero che non hai voluto firmare, come da te sostenuto, e se è vero che non eri e non sei d’accordo, proponi una legge abrogativa da portare avanti e sostenere con forza insieme ai consiglieri regionali del centrodestra e del centrosinistra, che mi hanno manifestato il loro dissenso verso una norma potenzialmente devastante della bellezza della nostra costa”.






