L’AQUILA – Aumenta la qualità del servizio erogato dall’Inps, l’Istituto nazionale di previdenza sociale, le pensioni di invalidità e vecchiaia restano magre, nonostante il piccolo aumento, mentre esplode la spesa per la cassa integrazione.
Questo il quadro emerso nel corso della presentazione del bilancio sociale regionale dell’istituto illustrato oggi all’Aquila nella sede dell’Ance, dal presidente del Comitato regionale Inps Enrico Paone, e dal direttore regionale Roberto Bafundi.
È stato prima di tutto sottolineato che gli indicatori della qualità, definiti in base a sondaggi di opinione, hanno registrato nel 2013 un incremento del 5,6 per cento. Il che significa che le pensioni arrivano puntuali, gli uffici rispondono alle esigenze degli utenti.
“Dal nostro bilancio – spiega li direttore Bafundi – emerge che l’Inps un ente vicino alla popolazione, recettivo, veloce, che ha una dimensione sociale, capace di assolvere al suo compito, cioè erogare tutto e subito, soprattutto nelle situazione di disagio”
Venendo alla sostanza del servizio: i percettori abruzzesi di pensioni di invalidità, vecchiaia e superstiti, al primo gennaio 2013 sono stati 347 mila, che costano 3 miliardi e 53 milioni di euro l’anno.
L’importo medio delle pensioni di vecchiaia, invalidità e superstiti è di 677 euro, per gli invalidi civili 411 euro.
Sono poi 116.926 le pensioni minime integrate con un importo medio di 220 euro.
L’importo medio mensile per tutte le categorie (comprensive anche delle prestazioni assistenziali e di quelle erogate agli invalidi civili), è di 616,57 euro con un aumento di 57 euro, rispetto all’anno precedente.
Le pensioni degli uomini sono quasi il doppio di quelle delle donne, 802 euro circa contro 486 euro.
Allarmante il dato relativo alla cassa integrazione, di cui beneficiano 17.850 lavoratori abruzzesi, 2300 circa in più rispetto al 2012. Le ore erogate sono state 37 milioni di ore di cassa integrazione, con un incremento di circa 5 milioni di ore del 2102.
Altro dato significativo, relativo alle pensioni Inps attive in regione al gennaio 2013 è che sono diminuite rispetto all’anno precedente di 4.417 unità mentre l’importo annuo complessivo erogato è aumentato di 61 milioni di euro e l’importo medio mensile aumentato di 20,29 euro .
Anche le pensioni degli invalidi civili diminuiscono, però solo di 207 unità in misura minore rispetto alle altre pensioni, invertendo la tendenza dello scorso anno; l’importo medio per queste pensioni è conseguenza dell’indicizzazione ed è ovviamente strettamente correlato alla perequazione di inizio anno.
Un’altra particolarità che scaturisce dalla disaggregazione dei dati rispetto allo scorso anno è l’aumento del numero delle pensioni per le province di Chieti e Teramo e la diminuzione per quelle dell’Aquila e Pescara
Visto da solo questo dato non rileva una particolare tendenza, se invece va associato alla bassa percentuale delle pensioni dell’Aquila, rispetto al totale regionale, ci indica nella provincia aquilana la realtà territoriale con la minore incidenza di questa specifica tipologia di prestazione socio sanitaria. Filippo Tronca






