L’AQUILA – Nel rapporto un capitolo è dedicato all’avvio della ricostruzione nell’area interessata dal sisma del 6 aprile 2009.
Su un totale di 71mila edifici privati situati all’interno dell’area colpita, il 15,9 per cento dei fabbricati è stato dichiarato temporaneamente o parzialmente inagibile (classificazione ‘B’ e ‘C’) e il 32,1per cento è risultato del tutto inagibile (classificazione ‘e’).
A fine 2011 sono state oltre 12mila le richieste di indennizzo presentate, di cui 9.200 hanno riguardato gli edifici classificati ‘B’ e ‘C’, mentre le domande per le abitazioni classificate ‘E’ sono di poco superiori a 2.900.
Risultavano evase circa 9.600 domande, di cui 760 circa relative a edifici classificati ‘E’.
A beneficiare di circa 700 milioni di euro di indennizzi erogati per la ricostruzione sono state un gran numero di piccole imprese aventi sede in regione.
Per la ricostruzione del centro storico del capoluogo le stime della Struttura tecnica di missione si attestano sui 4 miliardi di euro, più 4,2 miliardi per gli investimenti sulla parte rimanente degli edifici inagibili.
Per gli interventi di recupero dei centri storici un il decreto numero 24 del 2010 ha stanziato circa 118 milioni di euro, destinati alla riparazione di edifici pubblici e di interesse pubblico nel centro storico aquilano e una serie di opere di urbanizzazione.
È risultato pari a circa 48 milioni di euro, all’inizio del 2011, l’importo degli appalti rivolti alla sistemazione di edifici pubblici.






