L’AQUILA – Le scuse non bastano: il giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, Giovanni Spagnoli, ha respinto la richiesta di libertà per i due giovani tunisini accusati di aver rapinato il centro-scommesse Goldbet, all’interno della galleria Longara, nella frazione aquilana di Sassa. Se ne riparlerà più in là. I due sono assistiti dagli avvocati Luca Grottini e Nadia Mariotti che avevano chiesto almeno una attenuazione della misura cautelare.

Del resto si tratta di un reato grave che ha sconvolto  e allarmato non poco i residenti. Gll accusati sono Mohamed Ayadi, colui che aveva materialmente minacciato il dipendente con il coltello, arrestato subito dai carabinieri della Stazione operativa della Compagnia dell’Aquila coordinati con quelli della Stazione di Sassa.

Alla base della richiesta di soldi e, duunque, della rapina un presunto debito impossibile da onorare, nel Paese di provenienza, con l’asserito timore di minacce o anche di peggio in caso di mancata restituzione della somma. L’altro indagato è Ayoub Kortli, il 19enne rimasto a fare da palo sulla porta del centro-scommesse e preso il giorno dopo dai militari dopo una breve fuga.

Tra l’altro quest’ultimo non ha nemmeno una residenza fissa per cui comunque non avrebbe potuto giovarsi degli arresti domiciliari.

Gli indagati, dopo essersi scusati e dichiarati pentiti, avevano promesso di restituire il bottino di 2500 euro se possibile a rate.