L’AQUILA – “Anche quest’anno il Ramadan, il nono mese del calendario lunare islamico dedicato al digiuno, coincide con il periodo della Quaresima cristiana. Sono due tradizioni diverse, ma attraversate da un elemento comune: un tempo di riflessione, disciplina e avvicinamento a Dio”.

Lo scrive in una nota Abdula Salihi, presidente dell’associazione culturale Rilindja, che ha sede all’Aquila, e componente del Tavolo interreligioso del Consiglio territoriale per l’immigrazione.

Come spiega nella nota: “Il Ramadan, che riguarda una comunità stimata in circa 3 milioni di persone in Italia (pari al 5,2% della popolazione complessiva, tra cittadini italiani e stranieri), inizia il 19 febbraio e si conclude il 20 marzo con la festa dell’Eid al-fitr, la “festa della rottura del digiuno”. Durante questo mese, dall’alba al tramonto, i fedeli si astengono da cibo e bevande, ma sono anche chiamati a evitare la collera e i comportamenti immorali, facendo del digiuno un percorso che coinvolge corpo e coscienza.

“Secondo queste elaborazioni, l’Emilia-Romagna è la regione con la maggiore incidenza percentuale di residenti musulmani (8,6%, circa 384.000 persone), mentre la Lombardia è prima in termini assoluti, con circa 778.000 residenti. In Abruzzo l’incidenza è stimata al 4,3%, mentre all’interno del territorio comunale dell’Aquila si attesta intorno al 4,5%, pari a circa 3.000 persone”.

“Ritengo importante chiarire che i numeri sulla presenza musulmana in Italia sono stime – precisa – Non esistono database ufficiali sull’appartenenza religiosa, perché si tratta di un’informazione personale tutelata dalla normativa sulla privacy. Per questo le stime vengono ricostruite sulla base della provenienza e del contesto socio-culturale, integrando fonti come Istat, Ismu e Ministero dell’Interno”.

“Durante il mese sacro vengono incoraggiate ancora di più pratiche come la preghiera, la lettura del Corano e la carità – spiega ancora -. In modo diverso, anche la Quaresima invita alla sobrietà e alla conversione interiore: due cammini che possono diventare un’occasione concreta di conoscenza reciproca e dialogo”.

Come presidente dell’associazione culturale Rilindja e componente del Tavolo interreligioso del Consiglio territoriale per l’immigrazione – aggiunge -, “rivolgo il mio augurio alla comunità locale e regionale. Rinnovo inoltre l’invito ai centri culturali presenti a L’Aquila, Campli, Vasto e Pescara ad aprire le porte e a lavorare ancora di più su informazione e conoscenza, perché sono le basi di una convivenza pacifica e armoniosa, senza lasciare spazio alla paura e al pregiudizio”. (Roberta Salvati)