L’AQUILA – Ancora in alto mare l’intesa tra Forza Italia e il Nuovo centrodestra sul sindaco di Pescara, una impasse che si ripercuote negativamente anche sul fronte delle Regionali e delle Comunali di Montesilvano, ovvero le tre competizioni più importanti per l’Abruzzo nell’election day del prossimo 25 maggio, quando si voterà anche per le Europee.
Lo stallo causato dal braccio di ferro tra i forzisti, che vogliono la conferma dell’uscente Luigi Albore Mascia, e l’Ncd, che punta sul presidente della provincia di Pescara, Guerino Testa, crea confusione e imbarazzi nella coalizione di centrodestra che, praticamente, ancora non parte con la campagna elettorale.
Sul tavolo rimangono nodi spessi da sciogliere, per di più tra di loro intrecciati, anche sul versante delle candidature alle Regionali.
Si cimenta a sciogliere questi nodi, con paziente arte marinara, il coordinatore regionale Nazario Pagano, che trascorre le sue giornate al telefono, tra un vertice e un altro, per provare a fare sintesi con gli altri maggiorenti del partito e delle forze alleate, in primis quelli del Nuovo centrodestra, di Fratelli d’Italia e Pescara Futura.
Non dimenticando di sondare le intenzioni, a oggi assai ondivaghe, dell’Udc, che ha più anime per le profonde divisioni interne.
Il presidente del Consiglio regionale aveva annunciato di chiudere i giochi già lunedì scorso, scadenza non rispettata e slittata almeno di una settimana visto che oggi ad AbruzzoWeb rilancia: “Sono in costante contatto con tutti gli alleati, mi ritengo ottimista, confido infatti di trovare la quadra nel fine settimana”.
In questo quadro traballante, nodo non del tutto risolto è quello della conferma dell’uscente Gianni Chiodi come candidato alla presidenza della Regione. Ieri, così assicurano dall’entourage del governatore, sarebbe arrivata la telefonata di Silvio Berlusconi, segno che i giochi per Chiodi sono fatti. E lo stesso Pagano conferma: “Sarà lui il nostro candidato alle Regionali”.
Ma i dubbi rimangono, soprattutto negli ambienti romani: la chiamata del Cav è tardiva, osserva più di qualcuno, visto che pesa ancora come un macigno la mancata telefonata di Berlusconi, peraltro annunciata in fase di presentazione dell’evento, nel corso della manifestazione regionale del partito del 13 marzo scorso a Pescara quando al Cinema Massimo c’è stato un autentico bagno di folla.
La presenza via cavo di Berlusconi, quella sì che sarebbe stata l’investitura ufficiale per Chiodi, e avrebbe definitivamente messo a tacere le voci di una candidatura alternativa da lanciare in zona Cesarini. Addirittura quella di Augusta Iannini, moglie del giornalista Bruno Vespa, vice capo di gabinetto del ministero della Giustizia.
Altro elemento che fa discutere e crea incertezze è l’assenza nella manifestazione di qualche giorno fa dei Club Forza Silvio, il nuovo strumento organizzativo voluto dal Cavaliere per imporre una linea di cambiamento politico ma soprattutto generazionale.
In tal senso è stata notata l’assenza della coordinatrice regionale dell’Esercito di Silvio e di Missione Azzurra, Sabrina Di Sfefano, attivista del Teramano che, a dispetto della giovane età, vanta già una lunga militanza sul campo.
Un dettaglio non da poco: infatti la Di Stefano viene considerata l’astro nascente nell’ambito del rinnovamento in atto nel mondo forzista, e non a caso è l’esponente abruzzese di Forza Italia più vicina al presidente Berlusconi.
Frequenta assiduamente i vertici del partito con tanto di ufficio nella nuova sede nazionale in piazza San Lorenzo in Lucina a Roma. E la sua assenza, vaticinano gli aruspici dei destini politici abruzzesi, non è stata un buon segno per la candidatura di Chiodi.
Tornando ancora con la memoria alla manifestazione del 13 marzo, in sala c’era, assai poco gradita, la dama Letizia Marinelli, consigliera di parità della Regione Abruzzo finita nelle carte della magistratura nell’ambito dell’inchiesta “Rimborsopoli” come l’amante per una notte in un lussuoso albergo romano del presidente Chiodi.
La Marinelli, alla ricerca di una candidatura alle Regionali per sua stessa ammissione, è stata invitata durante la kermesse a spostarsi dalla prima fila dove si era seduta proprio di fronte al presidente Chiodi.
Il caso non ha creato solo imbarazzo nell’evento di Pescara ma da tempo a Roma e questa sarebbe la causa del silenzio intorno a Chiodi che non è stato difeso in maniera convinta né in Abruzzo né tantomeno a livello nazionale.
Dalla sua, il presidente uscente e desideroso di una riconferma ha però il fattore tempo. Con Luciano D’Alfonso che ha già fatto partite i motori del suo camion, pronto a scattare a razzo per la campagna elettorale, è forse troppo tardi per clamorosi ripensamenti da parte dei malpancisti e avventurieri della coalizione di centrodestra.
Comunque, tutto ruota intorno al modo della candidatura di Mascia, caldeggiata da Forza Italia, che sembra tutta in salita. A sparigliare le carte nelle ultime ore è stata la candidatura a sindaco di Carlo Masci, assessore al bilancio della giunta Chiodi, consigliere comunale del capoluogo adriatico e leader di Pescara Futura.
Una via di uscita da questa intricatissima situazione potrebbe essere la proposta, da tempo avanza proprio dal coordinatore Nazario Pagano, e rilanciata dalla senatrice Ncd Federica Chiavaroli, di dare la parola agli elettori, chiamati a indicare il candidato sindaco più gradito, mediante un sondaggio che potrebbe essere organizzato e concluso in un paio di giorni. (b.s. – f.t.)






