VASTO – Il risultato meno prevedibile è quello di Vasto, tra i quattro Comuni abruzzesi sopra i 15mila abitanti che scelgono il sindaco domenica al ballottaggio. La partita si è chiusa al primo turno solo a Francavilla al Mare (Chieti), dove il sindaco uscente del centrosinistra Antonio Luciani è stato confermato con un plebiscitario 65,7 per cento dei voti.

Si torna alle urne anche a Lanciano (Chieti), dov’è forte la tensione a causa dell’apparentamento del candidato di centrodestra con Casapound, Roseto degli Abruzzi (Teramo) e Sulmona (L’Aquila), e nei due piccoli centri della Marsica, Ortucchio e Civita d’Antino, dove i candidati hanno ottenuto lo stesso identico numero di voti.

A Vasto sarà decisivo l’orientamento del Movimento Cinque Stelle, che con Ludovica Cieri ha ottenuto un lusinghiero 20,24 per cento, visto che è finita quasi alla pari tra Francesco Menna del centrosinistra (33,30 per cento) e Massimo Desiati di centrodestra (34,27 per cento), con appena 238 voti di scarto. Menna ha offerto la presidenza del Consiglio comunale alla Cieri, e stretto un’alleanza politica, seppur senza apparentamenti ufficiali, con Massimiliano Montemurro (2,69). Fuori dai giochi Edmondo Laudazi, il candidato sindaco della mini coalizione civica ispirata dal consigliere regionale Mario Olivieri di Abruzzo civico, che ha ottenuto il 9,47 per cento. Proprio Olivieri in una nota si è detto “rammaricato dallo scarso interesse dimostrato dalla componente di centrosinistra vastese verso il risultato elettorale” di Laudazi, lasciando così aperta l’ipotesi di un sostegno a Desiati.

Anche a Lanciano lo scarto tra l’uscente di centrosinistra Mario Pupillo (39,4 per cento) e lo sfidante di centrodestra Errico D’Amico (37,8) non è stato ampio, ma il secondo si è apparentato con Tonia Paolucci, che proviene dall’Udc come lui e porta in dote il 22,66 per cento ottenuto al primo turno. Difficile pronosticare gli effetti che avrà sul risultato finale la ridda di polemiche nata dalla presenza della lista di Casapound tra quelle apparentate con D’Amico, che in caso di vittoria porterebbe un rappresentante in Consiglio comunale, nella persona di Nico Barone, vittima di un’aggressione la notte scorsa, a testimonianza del clima di tensione che si è creato.

Oggi ultime conferenze stampa dei due candidati sindaci. D’Amico, affiancato dall’onorevole Fabrizio Di Stefano e dal consigliere regionale Mauro Febbo, ha puntato l’accento sulla circostanza che ”il 60% dei lancianesi al primo turno ha detto no a Pupillo. Loro fanno solo promesse che sono bolle di sapone”. Per Pupillo è arrivato il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il consigliere Camillo D’Alessandro e l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, quest’ultimo proprio nei giorni scorsi ha annunciato una pioggia di milioni per il nuovo ospedale frentano.

A Sulmona, dove i veleni hanno caratterizzato fino all’ultimo giorno la campagna elettorale, al ballottaggio si confrontano Bruno Di Masci del Pd (26,16 per cento), nell’inedito apparentamento con Elisabetta Bianchi di Forza Italia, e Annamaria Casini (44,75 per cento), a capo di una coalizione civica ispirata dall’assessore regionale Andrea Gerosolimo.

Nessun apparentamento a Roseto degli Abruzzi, dove si sfidano l’uscente di centrodestra Enio Pavone (34,9 per cento) e Sabatino Di Girolamo (35,95). Nessun accordo tra quest’ultimo, sostenuto dal Pd, e Rosaria Ciancaione, la candidata voluta dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso e sostenuta da Abruzzo civico, che ha ottenuto il 29,13 per cento.

Si vota dalle 7 alle 23 anche in due piccoli centri della Marsica, Ortucchio e Civita d’Antino, dove i candidati hanno riportato lo stesso identico numero di voti. Nel primo Comune Federico D’Aulerio, sindaco uscente, e Raffaele Favoriti hanno ottenuto 636 voti ciascuno. A Civita d’Antino, sia il sindaco uscente Sara Cicchinelli che lo sfidante Antonio Di Francesco hanno ottenuto 351 voti, pari al 50 per cento. In caso di ulteriore parità, verrà eletto il più anziano.