PESCARA – Come prevedibile fa discutere i dati della classifica stilata dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, sulla base del monitoraggio effettuato dal personale delle Agenzie regionali e delle province autonome per la protezione dell’ambiente, in cui l’Abruzzo appare come fanalino di coda in relazione alla qualità delle acque di balneazione con il 71,9% di acque eccellenti.
Il direttore generale di Arta, Maurizio Dionisio in una nota ribadisce: “Il mare abruzzese, contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di stampa di rilievo nazionale, gode di ottima salute”. e giudica nn veritieri i dati “considerando la disomogeneità dei criteri e dei parametri di monitoraggio adottati dalle varie Regioni italiane che penalizza oltremodo l’Abruzzo, particolarmente attenta alla tutela e alla salute dei bagnanti”.
Non la pensa così il segretario regionale del Partito democratico Michele Fina:
“Secondo le analisi realizzate dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, l’Abruzzo è ultima in classifica per la qualità delle acque di balneazione. Dalle indagini di Goletta Verde di Legambiente risulta inoltre che il cinquanta per cento dei campioni è inquinato”.
Fina aggiunge che “siamo ancora sotto procedura di infrazione della Commissione Europea per i sistemi di depurazione non a norma presenti in diversi agglomerati del territorio regionale. Ricordo che il Masterplan Abruzzo stanziava nel 2017 263 milioni di euro per l’adeguamento del sistema idrico e fognario della regione, il PNRR ne stanzia altri 11 solamente per la depurazione. Sono passati cinque anni, e occorre chiedersi: a che punto è l’attuazione degli interventi? Visti i dati e le risultanze allarmanti, l’amministrazione regionale dovrebbe chiarirlo al più presto”.






