SULMONA – “Se dovessimo impostare la programmazione sanitaria in ragione delle ipotesi estreme, allora dovremmo aprire 305 punti nascita, uno per ciascun comune abruzzese, perché se ci sono due metri di neve neanche da un comune all’altro ci si può spostare”.
Risponde così l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, a chi ancora spera, e anzi, affila le armi anche in Consiglio comunale, di salvare il punto nascite di Sulmona (L’Aquila) che, in base ai piani della Regione, dovrà chiudere non appena sarà realizzata la pista di atterraggio nei pressi del carcere peligno, da dove l’elicottero del 118 dovrà trasportare, in caso di emergenza, le partorienti all’ospedale dell’Aquila.
Ma a rinfocolare dopo alcuni mesi la mobilitazione di chi si oppone alla chiusura c’è stato, in piena emergenza maltempo di inizio gennaio, l’episodio della partoriente bloccata sull’altopiano delle Cinque miglia dalla tormenta di neve, salvata dal provvidenziale intervento dei Vigili del fuoco e trasportata all’ospedale di Sulmona dove ha partorito la sua bambina, proprio nel punto nascite destinato alla chiusura.
Grande apprensione ha suscitato poi la tragedia dell’elicottero precipitato a Campo Felice, che ha causato la morte di sei persone. Uno degli argomenti, seppure dettati dall’emotività, contro la chiusura del punto nascita di Sulmona, è anche la paura di eventuali voli in elicottero.
“Argomenti demagogici”, per Paolucci, di chi alimenta per calcolo politico le paure, confermando che “la Regione non ha fatto passi avanti sul punto nascita di Sulmona”, la cui chiusura è infatti è congelata, diversamente da quello che è accaduto per i punti nascita di Atri (Teramo), Ortona (Chieti) e Penne (Pescara), già smantellati.
Ma ad AbruzzoWeb l’assessore ribadisce anche che la Regione non ha parimenti intenzione di fare “passi indietro”.
“Grande tema politico e istituzionale, che non riguarda solo la sanità, è la necessità di restituire speranza e futuro ai cittadini – premette Paolucci – Purtroppo c’è una parte della politica che, invece, gioca sul populismo sfrenato, sul qualunquismo, sui messaggi semplificati, alimentando paure e i timori”.
Ribadisce che “la discussione sul punto nascita di Sulmona è stato affrontato in modo puntale, abbiamo deliberato in base ai pareri clinici degli operatori”, ovvero sul criterio secondo cui, sotto i 500 parti l’anno, un punto nascita va considerato insicuro e di conseguenza chiuso.
“Ci siamo fermati solo davanti alla necessità di realizzare il servizio dell’elisoccorso notturno – aggiunge Paolucci – Non c’è stato un passo avanti, ma neanche un passo indietro”.
E l’assessore invita, dando sfoggio di progressismo, ad avere fiducia nelle politiche che stanno modificando l’assetto e l’organizzazione della sanità anche in Abruzzo.
“La qualità della sanità in questi anni è aumentata, le nuove tecnologie e i nuovi farmaci hanno, per esempio consentito, di salvare molte persone dall’epatite C, soltanto 3-4 anni fa questo non avveniva – rimarca – Sulla prevenzione l’Abruzzo ha fatto passi da gigante, salvando centinaia di persone dal tumore”.
“Proprio a Sulmona abbiamo fatto ingenti investimenti sull’ospedale, sull’edilizia sanitaria. Basta con qualunquismo sfrenato, con il populismo sulla sanità”, conclude.





