TERAMO – In occasione della campagna mondiale Clean up the World, il compito che si erano dati i volontari Legambiente di Teramo, di liberare dai rifiuti e dall’indifferenza i centri storici e le periferie delle città, è stato quanto mai utile e necessario domenica 27 settembre alla storica Fonte della Noce, nel lungofiume Vezzola.
Di rifiuti ce ne erano tanti, e di quelli tipici di un’area abbandonata e degradata, compreso una scritta a caratteri cubitali con vernice indelebile sul muro frontale della fontana, in contrasto con la straordinaria bellezza di un ambiente che solo la presenza dell’acqua riesce a creare.
I volontari intervenuti sono stati una ventina: cittadini attivi e tenaci per i quali occuparsi della propria città è la cosa più giusta da fare, nel tentativo di bilanciare il vandalismo di alcuni e l’indifferenza di molti.
“Tra gli indifferenti annoveriamo la stessa Amministrazione comunale – dicono i volontari – che continua a disconoscere il valore storico unico e la funzione sociale della fontana. Una fontana che ha visto crescere, decadere e rinascere la nostra città nell’arco degli ultimi sei secoli e forse da molto prima, come ci dicono gli storici e gli urbanisti più attenti. A proposito: la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo che fa per questo autentico monumento storico?”
Gran quantità di bottiglie di vetro, plastica, lattine insieme a rifiuti di ogni genere, incluso un vecchio telefonino, che, mescolati a tanti detriti, col tempo sono andati ad intasare il deflusso dell’acqua che scorre in un canale interrato, e inaccessibile, che sfocia sul Vezzola.
Per liberare la fonte è stato fatto il possibile, ma fino a quando durerà? Alcuni cittadini residenti nella zona, giovani scout e semplici fruitori del parco fluviale ci hanno riferito, infatti, di loro pulizie periodiche, ma che poi tutto torna come prima, ovvero nel completo degrado.
Una seconda squadra di volontari si è dedicata al giardino antistante la Fonte della Noce, uno spazio progettato e realizzato nel recente passato ad uso dei cittadini, dei giovani e degli anziani: una risorsa completamente ignorata dal Comune e da coloro che gestiscono la manutenzione del verde pubblico a Teramo.
Risultato del lavoro dei volontari di Puliamo il Mondo: riportati alla normalità una parte del giardino, una scalinata, alcuni vialetti e aiuole, anche se moltissimo resta fa fare.
La mattinata era iniziata presso la Scuola Noè Lucidi con un momento di riflessione sull’abbattimento dei pini monumentali da parte del Comune di Teramo per fare spazio ad un parcheggio. A rimarcare l’importanza degli alberi nella nostra vita e nella nostra memoria, in un segnalibro donato ai partecipanti, è stato riportato il pensiero di Tonino Guerra “E’ ora che quando incontriamo un albero diciamo, Buon giorno signor albero”.
Ecco il bilancio: alle 14,00 di domenica il lavoro si è concluso con una decina di sacchi di rifiuti raccolti e un gran mucchio di ramaglie e potature accantonati in attesa, si spera, di diventare compost fertile. Il rammarico di tutti è stato che, per questa volta, non ci siamo potuti occupare del Ponte degli Impiccati, situato poco più a monte lungo lo stesso fiume Vezzola e anch’esso in totale stato di abbandono. Lo faremo in una prossima occasione.
“Se Puliamo il Mondo è un modo per riprendersi il proprio territorio non rassegnandosi al degrado, – dichiara la presidente del Circolo di Teramo Giovanna Cortellini – questa consapevolezza è apparsa evidente nell’impegno dei partecipanti, giovani e meno giovani che fossero, vere risorse culturali per il futuro di questa città”.





