L’AQUILA – “Queste pubblicità turbano il comune sentimento della morale, non rispettando il dolore di chi ha perso o sta perdendo un proprio caro”.

Con questa motivazione un 21enne di Guidonia (Roma), Federico Rosati, ha presentato alla Procura di Roma, una denuncia-querela contro le agenzie funebri “Taffo Funeral Service” ed “Exequia Funeral Service“, entrambi riconducibili all’imprenditore Luciano Taffo, originario di Poggio Picenze, in provincia dell’Aquila, che ha costruito insieme ai due figli Daniele e Alessandro, un impero nel settore delle pompe funebri, raggiungendo la notorietà grazie a geniali campagne pubblicitarie, che fanno ironia sulla morte.

Non la pensa così il querelante, che ha perso il padre in giovane età, e che si è sentito colpito dalla pubblicità delle agenzie, definendo le campagne pubblicitarie offensiva e priva di rispetto per la sacralità, parlando di “pubblicazioni e spettacoli osceni”.

Nella querela vengono citate alcuni esempi di slogan inventati dall’azienda e ritenuti offensivi”: “Previeni oggi, non ti vogliamo vedere domani”, o anche “Ci sono due tipi di donne, quelle che denunciano e…”, con la foto di una bara accanto. O ancora “Ne hai sepolti più di noi”, con raffigurati corona e scettro reale, e con riferimento alla regina Elisabetta II morta a 96 anni.

Uno dei cartelloni pubblicitari, che non è affatto piaciuto al giovane di Guidonia, utilizza come riferimento il tema dell’afa: “Si schiatta di caldo” e “Sotto il sole non si respira”.

Non si è fatta attendere la replica di Luciano Taffo: “l’azienda sta portando un cambiamento nell’intero sistema funebre a livello nazionale. Una volta, quando la gente vedeva uno di noi o un carro funebre partivano frasi o gesti di scherno. Eravamo solo ‘i cassamortari’. È assurdo essere denunciati per aver usato una frase comune come ‘si suda da morire’. Serve un pizzico di ironia nella vita, e anche nella morte”.