L’AQUILA – “Stigmatizziamo con fermezza il tentativo di alcuni di trasformare in una rissa tra territori la contrarietà espressa dai gruppi di minoranza a tenere il prossimo Consiglio provinciale dell’Aquila ad Avezzano”. Lo dice il capogruppo consiliare del Partito democratico, Enio Mastrangioli.

“Altrettanto inaccettabile – aggiunge -è  fare il processo alle intenzioni nei confronti di coloro che hanno espresso l’opinione, legittima e motivata da ragioni profonde e dignitose, sull’inopportunità della scelta fatta dalla maggioranza. La realtà è un’altra e profondamente diversa da come la si vuol far passare e anche da come è stata rappresentata dal presidente del Consiglio Santilli, il quale ha dichiarato alla stampa che la decisione è stata assunta all’unanimità dalla conferenza dei capigruppo. Non è assolutamente vero”.

“Nella prima riunione – continua Mastrangioli – i capigruppo hanno espresso il loro consenso ai Consigli provinciali itineranti, così come già avvenuto in passato e con l’aggiunta di Celano proposta dalla maggioranza. Nella seconda riunione dei capigruppo, appositamente convocata per stabilire i contenuti del prossimo Consigli, i gruppi di minoranza hanno invece espresso forti perplessità sulla proposta di svolgerlo ad Avezzano, con la motivazione precisa che trattandosi del primo e vero Consiglio della legislatura e con all’ordine del giorno il programma di mandato del presidente, era ed è tuttora opportuno, tenerlo nella città capoluogo di Provincia”.

“Motivazioni rese più stringenti e valide – prosegue la nota – dal particolare momento che stanno attraversando la città e il territorio circostante, per quanto riguarda la ricostruzione, la battaglia per la proroga della sospensione delle tasse. Tenere il Consiglio all’Aquila, per i gruppi di minoranza avrebbe avuto e avrebbe il significato di una forte e profonda vicinanza e solidarietà nei confronti della cittadinanza e dell’intero territorio”.

“Oltretutto – conclude con un’accusa il capogruppo Pd – il presidente del Consiglio si era impegnato a valutare le nostre motivazioni e a convocare una nuova conferenza dei capigruppo per la decisione definitiva, cosa che non è avvenuta, comunicando solo per telefono la decisione di mantenere Avezzano: atteggiamento grave e offensivo nei confronti delle prerogative proprie dei capigruppo”.