L’AQUILA – “Il Partito democratico avrebbe potuto allearsi con i civici di Andrea Gerosolimo ma abbiamo detto di no all’unanimità perché questo civismo ha distrutto la politica abruzzese: in Regione fanno una cosa, negli enti locali un’altra, serve un chiarimento”.
L’atto di accusa contro la “cosa civica” dell’assessore Gerosolimo, determinante alle elezioni di Sulmona e Avezzano e ora anche alle prossime Provinciali, arriva da Mario Mazzetti, segretario provinciale aquilano del Partito democratico, oltre che assessore del Comune di Carsoli.
È lui a spiegare ad AbruzzoWeb la decisione del centrosinistra di non presentare alcuna candidatura a presidente della Provincia dell’Aquila alle elezioni del prossimo 30 luglio, affidando la responsabilità di governa al centrodestra che ha vinto un po’ ovunque nell’ultima tornata.
“Paura di perdere dopo le sconfitte alle amministrative? Non è quello il punto, per il meccanismo del voto ponderale dei rappresentanti degli enti locali dei Comuni della provincia non avevamo matematicamente alcuna possibilità di vincere come centrosinistra”, rileva Mazzetti.
“Abbiamo fatto due assemblee nei circoli di Avezzano e dell’Aquila, tutti insieme abbiamo deciso questa linea, senza nessun voto contrario – racconta – La linea nasce dalla presa di responsabilità rispetto alle passate elezioni ed è quella di dire che il dovere di esprimere il presidente della Provincia è delle città più grandi. Con grande amarezza non governiamo L’Aquila né Avezzano, quindi sta a loro fare le loro proposte”.
Ironia della sorte, il nuovo presidente, Angelo Caruso, verrà da quello che per popolazione è il settimo centro del territorio provinciale, Castel di Sangro.
Quanto al caso-Gerosolimo, “sulle richieste di fare alleanza con il suo gruppo civico neanche si è aperta la trattativa, riteniamo debbano chiarire il ruolo politico rispetto al governo regionale: non si può stare con una maggioranza in Regione e poi fare quello che si vuole a livello locale”.
Per Mazzetti il centrosinistra “deve avere consapevolezza di quello che è adesso è il ruolo della Provincia, non può vivere di maggioranza e minoranza ma ci vuole un presidente che si assuma grande responsabilità e consiglieri che siano pronti a mettere la propria esperienza al servizio dell’istituzione”.
“Non abbiamo i numeri per vincere ma presentiamo nostra lista, nostri consiglieri non dovranno fare la minoranza ma lavorare per le istituzioni”, aggiunge ancora.
Mazzetti pone un altro tema. “I nostri sono 10 candidati espressione di tutti i territori, gli altri non hanno un’espressione dell’Aquila, il nostro capoluogo, com’è possibile? – denuncia – Abbiamo lavorato molto anche per inserire il gruppo di minoranza consiliare di Avezzano, ma alla fine non siamo riusciti per loro volontà”.
Sul capoluogo, “parlo da non aquilano, nel partito comunale vedo un grande dolore, al di là della battaglia politica, ma si è rinnovato comunque un senso comune di squadra che spero sia una leva per mettersi subito a fare azione politica, anche in minoranza – il suo auspicio – Abbiamo oltre il 50% di consenso, anche se al ballottaggio abbiamo perso, e dobbiamo essere responsabili”.
Quanto al futuro, che vuol dire elezioni per il Parlamento nel 2018, “la politica ha tempi così brevi che i pensieri da oggi a febbraio sono troppo volubili, sarebbero sciocchi. Spero che sapremo uscire dai personalismi e condividere una scelta di tutti – dice Mazzetti – Primarie? Se necessario sicuramente sì. Non sarà semplice perché oggi la politica abruzzese è piena di mitomani”.
Sono 23 i candidati che il 30 luglio prossimo, con un’elezione “di secondo livello” dove votano tutti gli amministratori e non la popolazione, si giocheranno un posto in Consiglio provinciale dell’Aquila.
Oggi sono state depositate le liste che dovranno essere vagliate dalla segreteria dell’ente e, quindi, ufficializzate.
Da riscontrare la totale assenza di candidati consiglieri dell’Aquila nelle due liste, una politica e una civica, che sosterranno la corsa di Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro e unico candidato presidente, quindi già certo della vittoria.
Il capoluogo resta insomma senza alcun rappresentante in Provincia, a meno che non sia eletto, ma nella lista del centrosinistra, il confermato consigliere comunale Lelio De Santis.
LE LISTE
La lista di centrodestra in appoggio a Caruso si chiama Forza Popolare e vede 6 candidati.
I candidati sono Gianluca Alfonsi, consigliere di Gioia dei Marsi e capogruppo uscente in Consiglio provinciale di Forza Italia, Barbara Marianetti assessore di Celano, Pierluigi Del Signore vice sindaco di Tornimparte, Vincenzo Calvisi consigliere di Fossa, Osvaldo Lupi assessore di Bugnara e Cristian Colasante assessore di Introdacqua
La seconda lista in appoggio a Caruso è la civica espressione dell’assessore regionale Andrea Gerosolimo “Provincia insieme con Angelo Caruso presidente” con 7 candidati, che ha orchestrato la scelta del candidato del presidente mettendo nel sacco gli esponenti aquilani.
Comprende Mauro Tirabassi consigliere di Sulmona, Alberto Lamorgese consigliere di Avezzano, Domenico Ciccone consigliere di Campo di Giove, Alfonsino Scamolla presidente del Consiglio comunale di Pescina, Fernando Antonio Marzolini sindaco di Rocca di Botte, Carlo Rossi consigliere di Civitella Roveto e Roberto Giovagnorio consigliere comunale di Tagliacozzo.
C’è poi la lista civica ma riconducibile al centrosinistra “Uniti per L’Aquila” che non sosterrà alcun candidato presidente e ha 10 candidati consiglieri.
Ne fanno parte Fabio Camilli sindaco di Acciano, Rosanna Salucci sindaco di Collelongo, Mario Mazzetti assessore di Carsoli nonché segretario provinciale del Pd, Francesco Piacente consigliere di Capistrello, Lelio De Santis consigliere dell’Aquila, Roberto Ioannucci assessore di Pizzoli, Fabio Ranalli consigliere di Sulmona, Silvio Cappelli consigliere di Pacentro, Gianni Tuzzi consigliere di Balsorano, Luigi Carosi consigliere di Prata D’Ansidonia.




