CHIETI – Il rendiconto di gestione dell’anno 2009, approvato dal Consiglio provinciale il 31 agosto scorso, ha chiuso in disavanzo per 5,2 milioni euro, a cui vanno aggiunti altri debiti che gli uffici stanno ancora riconoscendo e che porta il totale a oltre 8 milioni; in più c’é una sofferenza di cassa pari a 10 milioni di euro.

È la situazione descritta dal presidente, Enrico Di Giuseppantonio della Provincia di Chieti, nel corso di una conferenza stampa.

“Oltre al dato del disavanzo del conto consuntivo – ha detto Di Giuseppantonio – occorre considerare che bisogna riconoscere debiti fuori bilancio già esaminati nel corso dell’anno 2009 e posti all’approfondimento della commissione consiliare competente e dei revisori dei conti per un totale di 1.435.843,40 euro; inoltre, nel corso del 2010 sono emersi e sono in corso di istruttoria ulteriori debiti per 1.418.093,31 euro. Il totale dunque ammonta a 8.094.588,36 euro”.

“Inoltre – ha aggiunto ha aggiunto il Presidente – occorre considerare che esiste una sofferenza di cassa di circa 10 milioni di euro, dovuta al fatto che il Ministero dell’Interno dall’anno 2007 non ancora provvede a corrispondere i trasferimenti dovuti per l’ammontare di oltre 5 milioni, oltre al fatto che già risultano iscritti in bilancio, tra i residui attivi, entrate derivanti da sentenze per fitti arretrati dell’Istituto d’Arte di Chieti che il Comune deve ancora pagare, per un totale di circa 6 milioni, di cui 2,5 già spesi dall’amministrazione precedente”.

“In sostanza – ha sottolineato  Di Giuseppantonio – registriamo una situazione di squilibrio di circa 18 milioni di euro, da sanare con la vendita del patrimonio immobiliare e con la riscossione completa dei soldi che lo Stato e il Comune di Chieti ci devono ancora dare. È la prima volta che si determina un risultato negativo nella storia della Provincia di Chieti”.

“Le politiche che intendiamo attuare nel corso del 2010 – ha detto ancora Di Giuseppantonio – saranno improntate sulla trasparenza, sul rigore, sulla austerità, sulla ricerca di fonti di finanziamento e di sostegno ulteriori, sull’abbattimento dei costi clientelari e finalizzati agli sprechi”.