CHIETI – “Caro Presidente, Le scriviamo per sottoporre alla sua attenzione una questione molto importante ed urgente che riguarda il nostro ente”. Inizia così una lettera inviata al presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, dai gruppi consiliari di opposizione.
“Come ben sa sin dal 2000 la Provincia di Chieti ha utilizzato lavoratori interinali in particolare per la manutenzione stradale e interventi di tutela del territorio (sfalcio dell’erba, rimozione della neve, ecc.)”.
“Questi lavoratori, alcuni dopo circa dieci anni di lavoro ininterrotto in cui hanno maturato un’elevata professionalità, si sono ritrovate quest’anno senza un’occupazione e con notevoli problemi economici per loro e loro famiglie. Alcuni di loro non hanno maturato nemmeno i requisiti per usufruire dell’indennità di disoccupazione”.
“Al contrario l’amministrazione provinciale da Lei guidata ha sperimentato un protocollo d’intesa con alcuni comuni della provincia per lo sfalcio che secondo noi ha avuto risultati non soddisfacenti ed ha incrementato il ricorso ad appalti a ditte esterne con conseguente lievitazione dei costi”.
“Con la presente Le chiediamo di sperimentare per un periodo limitato e per alcuni servizi, magari inizialmente solo per alcune aree della provincia, un’iniziativa che preveda il coinvolgimento della società in house, l’OPS e il recupero delle elevate professionalità maturate in questi anni dai lavoratori precedentemente impiegati per mezzo delle società interinali seguendo tutte le norme e le procedure previste dalla legislazione corrente per arrivare ad un auspicata e futura stabilizzazione”.
“L’esperimento, se giudicato positivamente, può essere ampliato a tutto il territorio provinciale.
Per le altre aree non interessate all’esperimento richiesto Le consigliamo di riavvalersi dell’altro personale impegnato negli anni scorsi dall’ente per il periodo utile e nel numero necessario allo svolgimento dei lavori”.
“Al fine di esaminare nel dettaglio i contenuti della nostra proposta le chiediamo un incontro”.






