CHIETI – “Appena insediata la sua Amministrazione in Provincia di Chieti, il Presidente Enrico Di GIuseppantonio, aveva fatto una ricognizione dello stato dell’Ente Provincia e tra l’altro, a suo dire, aveva trovato circa 8 milioni di debiti fuori bilancio”.
Lo ricorda il consigliere provinciale dell’Idv, Palmerino Fagnilli.
“Aveva perciò iniziato, sin da subito – prosegue – una violenta campagna mediatica attraverso manifesti murali, comunicati stampa e interventi in ogni tipo di incontro pubblico.
Avevamo detto sin da subito che probabilmente il sistema adottato per stimare in 8 milioni i debiti fuori bilancio lasciava a desiderare, per quanto stabilito dalla norma del testo unico 267/2000, cioè l’articolo 194”.
“Infatti ad oggi – afferma Fagnilli – solo 4,5 milioni degli 8 elencati dalla Giunta Provinciale sono stati riconosciuti quali debiti fuori bilancio. La gran parte resta accantonata in attesa di maturazione e se serve si può anche utilizzare. Tanto che, nella seduta dell’ultimo Consiglio provinciale, (30 novembre 2010), con una deliberazione si sono potuti prendere 455 mila euro dai debiti proclamati tali e, quindi, questi sono stati immediatamente trasformati da passività in capitale spendibile. Così è iniziato il recupero dei fondi accantonati per i ‘presunti debiti’. Quindi degli 8 milioni di debiti ‘presunti’ solo 4,5 milioni sono stati riconosciuti come debiti fuori bilancio; di questi, circa 3 milioni di euro ascrivibili all’Amministrazione Febbo, amministrazione di centrodestra, che ha guidato la Provincia di Chieti dal 1999 al 2004 e solamente 1,5 milioni di euro, ascrivibili all’Amministrazione di Centrosinistra guidata dal senator Coletti, dal 2004 al 2009”.
“Il Presidente Di Giuseppantonio – dice ancora il consigliere provinciale Idv – dopo aver criticato aspramente la gestione precedente, nelle settimane scorse, con atti passati sotto silenzio, attraverso la rimodulazione dei mutui e dei Bop ha letteralmente buttato al vento una cifra consistente, pari a 52 milioni di euro, per poter avere semplicemente una maggiore liquidità.
“Debiti per altri 30 anni, dal 2011 al 2031 – osserva il consigliere – che peseranno sul futuro politico della Provincia, se ce ne sarà uno, dopo questi fatti e sul futuro delle sue prossime sei Amministrazioni”.






