CHIETI – “Apprezzo e condivido la difesa appassionata della sua città all’intero del dibattitto sulla spending review ma invito il collega Lorenzo Sospiri a fare alcune doverose considerazioni”.
Replica in questo modo al collega di partito l’assessore regionale e dirigente del Popolo della libertà, Mauro Febbo, rispetto all’ipotesi di Sospiri di una provincia unica con Pescara capoluogo.
“Per quanto riguarda la posizione del presidente Gianni Chiodi – continua l’assessore regionale – è chiaro che se si dovesse prefigurare l’idea di una provincia unica, sarebbe la cosa più logica e opportuna mantenere L’Aquila come capoluogo. Questa però resta un’alternativa ancora allo stato embrionale”.
“Se è vero che Pescara è il motore economico (solo dal punto di vista commerciale), come dichiara Sospiri, è altrettanto vero – considera Febbo – che, dati alla mano inconfutabili, l’intero territorio della provincia di Chieti ha un enorme peso specifico non solo per l’Abruzzo (63 per cento del prodotto interno lordo regionale) ma probabilmente per il centro sud”.
L’esponente teatino del Pdl porta in campo anche le ragioni e le esigenze di quei territori che avrebbero molto da perdere se la provincia teatina perdesse la sua autonomia e chiede che sia l’amministrazione regionale a tenere in debito conto questa situazione: “Se nell’ottica del Decreto per la revisione della spesa si prevede un taglio drastico senza considerare le reali peculiarità e reali esigenze dei luoghi interessati, spetta agli amministratori regionali il compito di fare queste opportune valutazioni e questo è il compito al quale dobbiamo assolvere in modo puntuale ed efficace”.
Un percorso che possa generare un accentramento sia in termini economici che amministrativi, come quello che vuole Sospiri per Pescara, secondo Febbo generebbe un deperimento delle altre realtà. Se ciò dovesse accadere, dice l’assessore, “vorrà dire che la politica non sarà riuscita a gestire la cosa pubblica sulla base di un’equa distribuzione delle risorse a disposizione e un’effettiva valutazione delle vocazioni espresse dalle varie realtà”.
“E’ necessario quindi – sottolinea Febbo – porre in essere un’analisi attenta priva di insidiosi atteggiamenti campanilisti che rischiano di rendere vano il nostro lavoro”.
D’altronde la decisione del Cal (il Consiglio autonomie locali) è lungi dall’essere definitiva, visto che la proposta di Pescara che vede la nascita di due sole province non ha ricevuto la maggioranza qualificata dei voti, “che pur aveva – calcola l’assessore regionale – (10 voti del centrosinistra più gli altri due di Testa e Mascia, mentre ne ha incassati solo 8). A proposito del richiamo alla normativa, è doveroso ricordare al collega che proprio in base al Decreto per la spending review la Provincia di Chieti è l’unica, con L’Aquila, ad avere tutti i requisiti necessari per rimanere tale. Bisogna tenere in considerazione anche questo aspetto e in Consiglio regionale sarà necessario valutare anche gli altri percorsi come quello delle tre Province”.
“Invito infine il collega Sospiri – è l’appello di Febbo – a fare maggiore attenzione a quello che succede altrove, ieri ad esempio il Consiglio provinciale di Teramo ha votato contro le decisioni del Cal, e a considerare che in un momento come questo sono tanti, troppi, gli aspetti da tenere in considerazione. Bisogna fare delle scelte ponderate che portino dei reali benefici ai territori e alle città, con un ragionato taglio dei costi”.
“E’ lecito che Sospiri annunci una presa di posizione forte in Consiglio regionale, la mia – concude l’assessore regionale – naturalmente lo sarà altrettanto, ma sappia che non è necessario “arroccarsi” di fronte a certe decisioni tanto importanti per il futuro della nostra Regione: è necessario un confronto a 360 gradi e soprattutto una condivisione di intenti”.





