L’AQUILA – Il tricolore è tornato all’ingresso della sede del Comune dell’Aquila, a Villa Gioia.
A installarlo nuovamente oggi, il capogruppo il consigliere comunale e vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, e il capogruppo della lista Tutti per L’Aquila in Consiglio comunale Daniele Ferella, dopo la decisione del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, di rimuovere i tricolori dagli uffici comunali del capoluogo abruzzese in segno di protesta contro il governo per il mancato stanziamento di ulteriori fondi per la ricostruzione della città terremotata.
Nel corso di una conferenza stampa mattutina, De Matteis, insieme ad altri consiglieri di opposizione, aveva solidarizzato con il prefetto Francesco Alecci, il quale nei giorni scorsi aveva invitato Cialente a riprendersi la fascia tricolore polemicamente inviata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e a rimettere le bandiere al loro posto.
“Invito tutti gli aquilani ad esporre la bandiera italiana, simbolo della coesione della nostra nazione, alle finestre e sui balconi”, ha dichiarato De Matteis appena sceso dal cestello dell’elevatore utilizzato per rimettere la bandiera al suo posto, pochi metri sopra la Panda blu guidata dal sindaco, rimasto nel suo ufficio durante le operazioni.
“Il Partito democratico vuole intimidire il prefetto – ha detto quindi De Matteis – ma Alecci ha fatto solo il suo dovere applicando le leggi. L’illegalità è di Cialente e noi interverremo presso il ministero degli Interni affiché i tricolori tornino al loro posto”.
LA CONFERENZA STAMPA IN MUNICIPIO
“Lo diciamo da un anno che per i fondi della ricostruzione deve essere ripristinato dal governo l’utilizzo della Cassa depositi e prestiti e oggi se n’è accorto anche il sindaco Cialente”.
Così De Matteis questa mattina in conferenza stampa in municipio, insieme ad altri componenti dell’assise civica, Raffaele Daniele, Emanuele Imprudente, Alessandro Piccinini e Daniele Ferella, e al coordinatore comunale di Lca, Corrado Ruggeri, e al consigliere regionale Luca Ricciuti.
”Cialente continua a fare dei pellegrinagi a Roma che non servono a nulla. È l’ennesima dimostrazione che il primo cittadino e l’ex ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca hanno fatto solo delle chiacchiere. Inoltre è stata smentita anche la senatrice Stefania Pezzopane sulla possibilità di una legge di scopo, perché il sottosegretario Giovanni Legnini ha dichiarato di essere contrario”.
Per De Matteis “Cialente, insieme a Barca, ha perso un anno importante raccontando solo favole affermando che i fondi c’erano. Oggi invece sappiamo che dei fondi non c’è nessuna certezza se non per quanto riguarda i 255 milioni della tranche di quest’anno provenienti dalla delibera Cipe di fine 2012”.
Sul tema di una legge regionale sulla ricostruzione, De Matteis ha aggiunto che ”l’Emilia Romagna ha approvato una norma che pare simile a tutte le ordinanze già esistenti in Abruzzo”.
Critiche a Cialente arrivano anche per il fatto di aver chiesto nuovamente lo stato di emergenza.
”Dopo un anno Cialente si ricorda dell’emergenza – ha spiegato De Matteis – quando per il terremoto di Umbria-Marche è durata 13 anni e persiste in Emilia Romagna. È da tempo che diciamo che Cialente sbaglia strategia e i risultati negativi sono davanti agli occhi di tutti. L’ex ministro Barca veniva all’Aquila per bloccare la ricostruzione, con il primo cittadino aquilano connivente”.
Ricciuti ha ricordato che ”da sei mesi aspettiamo gli emendamenti dal Comune dell’Aquila per la legge regionale sull’urbanistica che potrebbe agevolare la ricostruzione del capoluogo abruzzese. È probabile che dovremmo intervenire noi, perché si sta per concludere la legislatura”.
Per Ricciuti ”Cialente la deve finire di speculare politicamente, visto che ha voluto il contributo diretto, così il Comune poteva controllare meglio, ma ora piange e chiede il ritorno alla Cassa depositi e prestiti. Voglio ricordare che il meccanismo della Cdp è stato voluto da Silvio Berlusconi e Gianni Letta, ma poi è stato cancellato dall’esecutivo di Mario Monti con l’avallo di Barca”.
De Matteis ha concluso la conferenza stampa dando la sodarietà al prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, che ha chiesto a Cialente di rimettere le bandiere tolte dagli edifici pubblici, come segno di protesta (s.cas.).
BENEDETTI: “GESTO CONTRO CONSIGLIO”
“Sono rammaricato per il fatto che l’iniziativa attuata dai consiglieri De Matteis e Ferella in merito al tricolore contraddica una precisa volontà espressa dal Consiglio comunale nell’ultima seduta, in cui è stata, di fatto, deliberata la solidarietà al sindaco Cialente rispetto alle iniziative intraprese per sensibilizzare il governo sui problemi della ricostruzione”.
Lo scrive il presidente dell’assise civica dell’Aquila, Carlo Benedetti.
“Così come, ritenendo sovrana la volontà collegialmente espressa dall’organo consiliare, qualora il Consiglio si fosse determinato diversamente, avrei fatto riposizionare immediatamente le bandiere”, aggiunge Benedetti.
“Spero invece che, in futuro, il Consiglio sappia marciare insieme per la causa comune, e fondamentale, dei finanziamenti per la ricostruzione. Dall’opposizione mi aspetto molto in termini di azioni concrete poiché ritengo che la politica debba mettere in campo azioni positive, anche diverse e alternative, ma che vadano nella direzione di ricostruire la città e, comunque, di perseguire un obiettivo comune”.
“Non ci si può dividere e non si può dibattere solo sulle iniziative di Cialente”, conclude il presidente del Consiglio.




