AVEZZANO – Tratta di sudamericane, pendolarismo del sesso da Roma. Un fenomeno poco visibile, nascosto dentro insospettabili appartamenti e molto meno ai bordi delle strade, ma da tenere sotto controllo.
È il fenomeno della prostituzione nella Marsica, seconda tappa del viaggio di AbruzzoWeb. Il capitano dei carabinieri di Avezzano (L’Aquila), Enrico Valeri, invita a partire dall’inchiesta che ha scosso nell’autunno 2014 la cittadina marsicana, portando all’arresto di quattro persone, tutte originarie di Santo Domingo, di cui due fratelli e la loro madre.
A capo del sodalizio criminale Angel Luis Diaz, noto anche come ballerino caraibico, che in passato aveva avuto guai con la giustizia dopo aver esploso colpi di pistola contro l’abitazione di un rom.
“Sono emerse caratteristiche significative e non nuove da questa inchiesta – spiega Valeri – un’organizzazione per così dire a conduzione familiare: annunci online per cuori solitari come esca, e poi la gestione completa del business, visto che le persone arrestate si curavano di prendere in affitto gli appartamenti e facevano arrivare le ragazze da oltreoceano, Sudamerica, e garantivano anche un turn over con altre città italiane”.
Nei tre appartamenti a prostituirsi erano una decina di giovani donne che raccimolavano 300 euro al giorno, con prestazioni che andavano dai 50 ai 150 euro. In 3 anni di attività il giro d’affari aveva superato il milione di euro. Alle ragazze, che si trovavano in uno stato di sostanziale costrizione, veniva garantito vitto, alloggio, spostamenti e una parte del guadagno.
Altre precedenti inchieste hanno confermato la matrice sudamericana della prostituzione nella Marsica. Per esempio gli arresti nel 2011 per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di un uomo avezzanese e una donna cinese, che gestivano una casa di appuntamenti nella centrale via Roma, dove a offrirsi ai clienti erano donne e uomini di nazionalità brasiliana.
Ancora prima, nel 2010, erano state arrestate due donne brasiliane che sfruttavano prostitute sudamericane.
Il capitano Valeri esclude però nessi con la criminalità organizzata italiana, in particolare la camorra, che solo un centinaio di chilometri più a Sud ha il monopolio anche della prostituzione in molte piazze.
“Nulla in tal senso è emerso dalle nostre inchieste – assicura il capitano – va anche detto che qui, come altrove, la prostituzione è un business in sensibile flessione. I guadagni, infatti, si restringono e per la criminalità organizzata è più conveniente e meno rischioso investire sul mercato della droga. Nella prostituzione ci sono molte più variabili che possono sfuggire al controllo: c’è un fattore umano, quello delle donne sfruttate sessualmente e che possono ribellarsi, che va gestito”.
C’è poi l’altra faccia della medaglia, o forse è meglio dire della banconota: la clientela.
A occuparsi di questo aspetto è il Centro giuridico del cittadino, presieduto da Augusto Di Bastiano, e una delle poche associazioni che in Marsica si è occupata di monitorare il fenomeno.
“La prostituzione non è ancora allarmante – spiega – ma è in aumento e questo significa che c’è l’incremento di clientela non solo da Avezzano, ma pure da altri centri del comprensorio, clientela composta da uomini adulti e sposati”.
Del resto, gli appartamenti del sesso gestiti dalla famiglia di Santo Domingo erano frequentati da tanti bravi padri di famiglia, professionisti e anche politici locali, una trentina dei quali interrogati in questura, che hanno implorato le forze dell’ordine di tutelare la loro privacy e restare nell’anonimato.
L’incremento di cui Di Bastiano parla, questa volta si sviluppa anche su strada.
“Ci risulta che le prostitute si trovino sempre più spesso nella zona stazione ad Avezzano e a Sud della città, in fondo a via dell’Industria, vicino al campo da rugby. Ma c’è una forte mobilità, anche per sottrarsi ai controlli. Un tam tam che si scatena poi tra i clienti consente comunque di raggiungere la zona di prostituzione”.
Si tratta di prostitute straniere, soprattutto dei paesi del centro Africa, non stanziali ma “pendolari del sesso”, spiegano quelli del Centro giuridico del cittadino, che arrivano da Roma in treno e dopo aver lavorato, tornano all’alba nella capitale.
“La prostituzione nella Marsica – conclude Di Bastiano – c’è eccome, ma è nascosta, si vede poco, non desta allarme sociale, ma questo non deve autorizzare a sottovalutare il fenomeno, perché dietro ogni prostituta c’è uno sfruttatore, e un business che dà forza e potere alla criminalità anche in altri settori”.





