CHIETI – Mancano oramai solo dettagli documentali per la dichiarazione della pubblica utilità, e conseguente bando di gara, per il project financing presentato dai costruttori Maltauro e Nocivelli e che prevede la realizzazione del nuovo ospedale di Chieti, in sostituzione del Santissima Annunziata gravato da rischio sismico.

All’ultimo centimetro di una vicenda che si trascina da quattro anni, le opposizioni in Regione Abruzzo del Movimento 5 stelle e Forza Italia tornano però alla carica, contro un progetto da loro ritenuto dannoso per le casse pubbliche.

I pentastellati hanno infatti annunciato oggi di aver presentato un esposto alla Corte dei Conti e all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac),  per verificare se lo stanziamento da 30 milioni da parte della Regioni, uno delgi utlimio aspetti dell’accordo, costituisca danno erariale, e per accertare se il procedimento della giunta regionale, che ha avocato a sè da oltre un anno la pratica, esautorando la Asl teatina, sia legittimo.

Un esposto di uguale tenore all’Anac era stato depositato dal consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, il 6 giugno scorso.

Non si fa attendere la durissima replica dell’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, convinto sostenitore del prject assieme al presidente regionale e senatore Luciano D’Alfonso.

“Sull’ospedale di Chieti non hanno neanche studiato tutto il proficuo lavoro istruttorio che abbiamo portato avanti finora con modifiche importanti. Ad ogni modo proseguiremo con la politica degli investimenti che serve a Chieti, alla Regione e agli altri siti”.

La battaglia legale e politica si infervora proprio quando, a seguito delle numerose riunioni ed i numerosi contatti degli ultimi mesi, si è arrivati ad un sostanziale accordo sulla base di un progetto rivisto rispetto alla formulazione iniziale.

Maltauro e Nocivelli nei giorni scorsi hanno consegnato le ultime documentazioni richieste dallo staff del responsabile unico del procedimento, Emidio Primavera, direttore del dipartimento Opere pubbliche, dopo che l’intesa economica, l’ostacolo più duro da superare, è stata trovata sulla base di circa 130 milioni di euro; una somma molto diversa dai circa 225 iniziali, e dalla concessione sono stati esclusi tutti i servizi “no core” inizialmente proposti (lavanolo, pulizia, ristorazione, logistica, assistenza e manutenzione delle apparecchiature, gestione dei laboratori, della radiologia della medicina nucleare) in un’ottica di gestione efficiente ed efficace degli appalti.

Manca ora solo la dichiarazione, con atto di Giunta, della dichiarazione del pubblico interesse, a cui poi farà seguito il bando di gara europeo, dove i proponenti Maltauro e Nocivelli avranno solo un diritto di prelazione.

A seguito del lavoro istruttorio è emersa una riduzione rispetto alla proposta iniziale della durata della concessione da 30 anni, comprensivi del periodo di costruzione, a 25 anni e 6 mesi comprensivi del periodo di costruzione e una contestuale riduzione del canone di disponibilità dell’opera.

La Giunta regionale ha anche ritenuto la convenienza ad erogare un contributo pubblico di 30 milioni di euro una tantum in quanto tale contributo comporta vantaggi in termini di bancabilità dell’operazione ed economici in termini di riduzione del canone di disponibilità annuo che passerebbe a 12 milioni 400 mila euro più iva da ridurre ulteriormente a seguito della procedura di gara.

L’erogazione del contributo da 30 milioni, è uno degli aspetti del project al centro degli esposto del Movimento 5 stelle, illustrato questa mattina dal consigliere regionale Sara Marcozzi, insieme all’avvocato Isidoro Malandra.

“Su questa vicenda ci siamo già soffermati a più riprese – ricorda Marcozzi – innanzitutto perché il project financing è sconveniente per le casse pubbliche, in quanto il ricorso a questa procedura fa si che la costruzione di un nuovo ospedale costi molti di più, con maggiori esborsi da noi calcolati intorno agli 800 milioni di euro nell’arco di 20 anni. Inoltre, negli ultimi giorni, il presidente D’Alfonso ha emanato delle nuove delibere – prosegue l’esponente del M5s – con le quali si sostituisce ancora una volta alla Asl, a nostro avviso illegittimamente”.

Marcozzi rimarca che “questa sostituzione di poteri, rispetto alla Asl, non è prevista dal codice degli appalti” e afferma che “la giunti non poteva emanare quelle delibere, così come non poteva stanziare 30 milioni di euro attingendo dal bilancio della Regione Abruzzo, visto che il codice degli appalti prevede che possa farlo solo la Asl”.

Nell’esposto di Febbo, all’Anac si contesta invece lo sforamento dei termini di valutazione del project, “l’illegittimo ruolo della Regione Abruzzo, quale ente deputato alla valutazione della proposta”, il non aver preso in considerazione proposte alternative, come quella presentata da altri operatori nell’ottobre 2017, la “completa assenza di valutazione circa la fattibilità economica del progetto e l’eventuale equilibrio economico finanziario”, e infine, anche qui, l’erogazione del contributo pubblico da 30 milioni in “assenza di coperture economiche certe”.

Nella sua replica  Paolucci sarcasticamente suggerisce al Movimento 5 Stelle abruzzese, “se proprio tiene alla politica della denuncia continua, di presentare esposti sullo Stadio di Roma. Quanto alla sanità, oltre che presentare disegni di legge ridicoli nel merito e nella forma, auspico facciano qualcosa di più serio stanziando soldi pubblici per la realizzazione degli investimenti di edilizia sanitaria che tanto servono all’Abruzzo”.

“Ricordo che il duo Renzi-Gentiloni – aggiunge ha stanziato per gli ospedali abruzzesi – solo sull’ex articolo 20 – già 143 milioni di euro, laddove il governo di Forza Italia mise euro zero. Attendiamo che fondi cospicui vengano stanziati dal governo Lega-5 stelle. Evidentemente sia la Lega che i 5 stelle, che hanno consegnato il governo alla destra, non vogliono che si realizzino investimenti in sanità, perché in alcun modo hanno mai proposto una soluzione o una proposta reale, soldi alla mano: sanno dire soltanto no”.