L’AQUILA – Al progetto C.a.s.e. di Sassa n.s.i c’ è qualcuno che tutto da solo ha deciso di riservarsi un posto auto.

Si tratta, infatti, dei posteggi situati sotto ogni piastra dei quali ogni inquilino può servirsi.

Quando sono state consegnate le case (novembre 2009) a ogni famiglia è stato assegnato un appartamento, ma non un posto macchina, lasciando così al buon senso comune il compito di utilizzare i parcheggi in modo libero.

Con il tempo è nata la tacita consuetudine tra i condòmini di posteggiare la propria auto in un posto a caso tra tutti quelli disponibili, e se poi, data l’abbondanza di macchine per ogni nucleo familiare, tutti i posti dovessero essere occupati, si lascia la vettura nei posteggi scoperti immediatamente vicini alla piastra.

Bisogna riconoscere, però, che questa circostanza accade assai raramente perché il più delle volte chi possiede due macchine, per il bene comune, le mette una dietro l’altra in modo da occupare un solo posto.

Perciò il cartello apparso in nottata sotto la piastra di via Bruno D’Inzillo 11 a Sassa n.s.i. non fa onore a chi ha avuto l’idea di appenderlo, perché così si è arrogato il diritto di decidere dove gli altri debbano o non debbano parcheggiare.

E guarda caso è comparso proprio in uno dei posti più ambìti: vicino all’ingresso.

In più questa mossa crea un pericoloso precedente per innescare una corsa al parcheggio furioso: se il condomino numero 21 può riservarsi un posto auto, perché il condomino 22 non se ne potrebbe riservare due o tre?

E poi perché un condomino deve avere il posto vicino all’ingresso principale e invece ad altri toccano i posti più scomodi, molto lontani, solo perché non si sono sbrigati ad accaparrarseli appendendo l’ennesimo cartello?

Domande a cui per ora deve dare risposta il buon senso delle persone che abitano gli alloggi antisismici, ma che aggravano una questione già emersa nei mesi scorsi con episodi analoghi in altri insediamenti. In alcuni plessi ci si è riusciti ad accordare alla buona, in altri si litiga, in altri ancora vince il più furbo o il più prepotente.

Alle istituzioni, e in particolare al Comune, che dovrà gestire queste aree, spetta di trovare una soluzione definitiva. (e.i.)