PESCARA – Salta la deposizione del gigolò svizzero, Helg Sgarbi, al processo sui ricatti a luci rosse a donne facoltose tedesche, tra cui figura anche Susanne Klatten, proprietaria della Bmw.

L’uomo, che per questa vicenda è stato condannato in Germania a sei anni di reclusione, non si è presentato all’aula 1 del tribunale collegiale di Pescara.

Il presidente del collegio Camillo Romandini ha, dunque, preso atto dell’assenza del testimone.

“Abbiamo inoltrato – ha detto – la richiesta di rogatoria per sentire Sgarbi al ministero di giustizia di Monaco, che ha ricevuto le nostre comunicazioni. Evidentemente non hanno acconsentito a tradurre Sgarbi in Italia”.

Da parte sua la moglie del gigolò, Gabriele Franzischa Sgarbi, imputata in questo processo, ha riferito che il marito ha dato il consenso davanti al giudice tedesco per venire oggi in Italia e che alle 9 doveva essere in aula.

Il presidente del collegio ha, quindi, sospeso l’udienza per verificare i motivi della mancata presenza, ma il giallo dell’assenza di Sgarbi non è stato risolto. Pertanto il tribunale ha fissato una nuova udienza al 12 giugno prossimo per ascoltare il gigolò e altri due testimoni.

Oltre alla moglie di Sgarbi sono imputati Ernano Barretta, proprietario della Country house Rifugio Valle Grande; i suoi due figli, Marcello e Clelia; sua moglie Beatrice Batschelet; e due lavoratrici della country house Prisca Furger e Sandra Fabbro.

Secondo l’accusa Sgarbi agganciava le donne mentre Barretta filmava i rapporti sessuali.