L’AQUILA – Tre anni di reclusione per omicidio e disastro colposo.

Questa la condanna inflitta, accogliendo la richiesta dell’accusa, dal giudice monocratico del tribunale dell’Aquila Giuseppe Grieco ad Augusto Angelini, 87 anni, unico sopravvissuto tra i cinque presunti responsabili individuati dalla pubblica accusa per il crollo dei due edifici (civico 33 e 39) di via Luigi Sturzo, nei quali morirono in tutto 27 persone la notte del 6 aprile 2009.

Angelini era progettista architettonico e direttore dei lavori di entrambi gli stabili. L’imputato non era presente in aula per motivi di salute: si trova infatti in ospedale per sottoporsi a un intervento chirurgico di by-pass.

Nella sentenza di condanna il giudice ha disposto anche il pagamento alle parti civili di una provvisionale complessiva che supera abbondantemente il milione di euro.

Si tratta del terzo filone della maxi inchiesta crolli della procura della Repubblica del capoluogo ad arrivare all’epilogo, con altrettante condanne, dopo il crollo di via generale Francesco Rossi e la commissione Grandi rischi.

Conclusi, ma con un nulla di fatto, anche via Campo di Fossa e via Poggio Santa Maria: per entrambi sono morti tutti i possibili responsabili dei crolli.

I due edifici di via Sturzo si trovavano all’interno delle mura del centro storico, nelle vicinanze della Villa comunale, ed erano in cemento armato. Inizialmente c’erano due singoli procedimenti giudiziari per ognuna delle palazzine, poi riunificati su richiesta del pm Fabio Picuti.

Entrambe le strutture furono edificate nel 1965 e, secondo i consulenti della procura, sono crollate prima di tutto per la scadente qualità del calcestruzzo.

Secondo, per carenze costruttive consistenti nel numero minimo di staffe di collegamento delle armature.

Terzo, per errori di progetto e calcolo delle strutture consistiti nella mancata previsione e verifica del sistema resistente alle azioni sismiche orizzontali provenienti da almeno due direzioni.

Al civico 33 tra gli altri abitava il chirurgo e consigliere comunale Vincenzo Vittorini, che nel sisma delle 3.32 ha perso la moglie e una figlia.

Nella zona di via Sturzo e delle strade vicine, dove ci sono tutti edifici in cemento armato costruiti tra il 1950 e il 1965, ci sono state 135 vittime: il 45 per cento del totale è concentrato nel crollo di 11 edifici di quell’area. (alb.or.)

L’AVVOCATO DIFENSORE: ”FAREMO APPELLO”

L’avvocato Augusto Di Sano, legale di fiducia del condannato Augusto Angelini (85 anni) per il filone del crollo di via Sturzo, ha annunciato di fare Appello alla sentenza di condanna e di chiedere in quella sede l’avvio di una perizia terza.

Secondo il legale, infatti, i due edifici sarebbero crollati “per la presenza di serbatoi dell’acqua e di due appartamenti in più rispetto al progetto iniziale, in cui i proprietari avevano sistemato strumenti musicali che avrebbero appesantito gli edifici”.