TERAMO – “Il nostro sarà un atteggiamento ostruzionistico a oltranza in Regione per impedire che si proceda con la privatizzazione dell’acqua, che deve restare un bene primario a disposizione di tutti, e con la costituzione di un unico ente d’Ambito per la gestione sul territorio regionale”.
È quanto affermato dal consigliere regionale del Partito democratico, Peppino Di Luca, che ha partecipato questa mattina alla conferenza stampa promossa dal coordinatore provinciale Robert Verrocchio e che si è tenuta alle sorgenti del Mescatore del Gran Sasso, dalle quali la Ruzzo Reti capta le acque che poi distribuisce nella propria rete lunga circa 3.500 chilometri sino a farla sgorgare dai rubinetti delle abitazioni.
Verrocchio ha ricordato che la rete idrica del Ruzzo è una delle più antiche in Italia del recente passato. Risale al 1912, quando una decina di enti si consorziarono per fare in modo che l’acqua venisse gestita pubblicamente.
“L’acquedotto del Ruzzo – ha spiegato il coordinatore provinciale del Pd – ha una gestione sana, chiude in attivo i bilanci e ridistribuisce sul territorio gli utili migliorando e potenziando la rete. Ha quindi tutte le caratteristiche per conservare la gestione pubblica. Oltretutto applica le tariffe tra le più basse in Italia, assicurando alle famiglie la distribuzione di una delle migliori acque esistenti”.
L’onorevole Tommaso Ginoble ha parlato di “battaglia di principio” contro le scelte scellerate del centrodestra che vanno dal rischio di un nuovo condono alle questioni legate alla sanità, dalla sistemazione di recinzioni sulla spiaggia abruzzese alla privatizzazione dell’acqua e di parte del territorio.
C’è poi forte preoccupazione per il progetto che la Regione sta portando avanti sulla riorganizzazione del piano d’Ambito. Il sindaco di Montorio al Vomano (Teramo) Alessandro Di Giambattista è stato categorico: no all’istituzione di un unico ente d’Ambito.






