ROMA – Un primo maggio con decreto e polemiche: a Palazzo Chigi si riunirà il Consiglio dei ministri per approvare il pacchetto di misure urgenti sul lavoro: nell’ultima bozza si va dai 5,4 miliardi per l’esordio dell’Assegno di inclusione, che con l’addio al Reddito di cittadinanza arriverà dal 2024, al taglio del cuneo fiscale che sale di altri quattro punti per il periodo da luglio a novembre di quest’anno, raggiungendo i 6 punti per i redditi fino a 35mila euro e i 7 punti fino a 25mila. Ma anche più fringe benefit, ovvero i bonus aziendali non tassati e soprattutto più facilità per contratti a termine e in determinati settori per i voucher.
Una decisione che Cgil, Cisl e Uil hanno visto come “un atto di arroganza e offensivo”, per usare le parole del leader di Maurizio Landini, a cui la premier Giorgia Meloni non ha mancato di rispondere poco prima di ricevere ieri Cgil, Cisl e Uil a Palazzo Chigi: “Le parole di Landini sono incomprensibili. Se pensa davvero che sia diseducativo lavorare il primo maggio, allora il concertone la triplice dovrebbe organizzarlo in un altro giorno”.
Poi durante il confronto parole più concilianti: “non è una mancanza di rispetto un Cdm il primo maggio per tagliare il costo del lavoro. È un segnale e mi sarei aspettata un ‘bravi’. Era un modo per dire ‘ci siamo e ci siamo tutti’, una mano tesa, un tentativo di dialogare e di lavorare insieme, perché sul taglio del cuneo fiscale credo che siamo d’accordo”, ha dettto Meloni.
“Rimangono tutte in campo le ragioni che ci hanno portato a indire giornate di mobilitazione: c’è bisogno di un cambiamento vero in questo Governo”, ha replicato Maurizio Landini, spiegando di aver chiesto di aprire “una trattativa” anche sulla riforma fiscale. Nel metodo “abbiamo posto il tema che un confronto non può avvenire la domenica sera e la sera prima che il Cdm decida: è un problema anche di sostanza”.
“E non abbiamo visto alcun testo, anche questo non è un metodo per noi accettabile. Vuol dire non riconoscere ai sindacati il ruolo che possono svolgere”.
Clima surriscaldato quindi, con il segretario della Uil, Pier Paolo Bombardieri, che parla di “atto di propaganda” per oscurare di fatto i comizi dei tre leader sindacali nella tradizionale manifestazione della festa dei lavoratori che quest’anno si svolge a Potenza. Ma Meloni tira dritto, definisce la scelta del primo maggio “un bel segnale” e un modo per onorare i lavoratori, e sottolinea come per il suo esecutivo sia “molto importante” il confronto con i sindacati.
LE PRINCIPALI MISURE
TAGLIO DEL CUNEO FISCALE
Il taglio del cuneo fiscale e contributivo per cinque mesi (non più otto come nell’ipotesi iniziale) aumenterà di altri quattro punti: per i periodi di paga dall’1 luglio 2023 al 30 novembre 2023, la misura dell’esonero salirà dagli attuali due punti a sei punti per i redditi fino a 35mila euro e dagli attuali tre a sette punti per i redditi fino a 25mila euro
CONTRATTI A TERMINE
In arrivo meno vincoli sulle causali per i rinnovi oltre l’anno (fino a dodici mesi non sono richieste) e non oltre i 24 mesi: le causali sono affidate ai contratti collettivi o, in attesa della previsione contrattuale, individuate dalle parti per esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva (in questo caso comunque entro il 31 dicembre 2024)
VOUCHER
Si alza la soglia delle cosiddette prestazioni di lavoro occasionale da 10mila a 15mila euro per chi opera nei settori dei congressi, delle fiere, degli eventi, degli stabilimenti termali e parchi di divertimento
STRUMENTO DI ATTIVAZIONE AL LAVORO
Per gli occupabili partirà dal primo settembre 2023. La partecipazione a corsi di formazione, di qualificazione professionale o a progetti utili alla collettività diventa vincolante. Il beneficio sarà di 350 euro e al massimo per dodici mesi, non rinnovabili
INCENTIVI PER LE ASSUNZIONI
Ai datori di lavoro privati che assumono i beneficiari dell’Assegno di inclusione con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, sarà riconosciuto, per dodici mesi, l’esonero del 100% dei contributi previdenziali, nel limite di 8mila euro annui (al 50% se a tempo determinato o stagionale)
ASSEGNO DI INCLUSIONE
La misura che sostituirà il Reddito di cittadinanza arriverà dal primo gennaio 2024, come misura di “contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale”, rivolto alle famiglie in cui sono presenti disabili, minori o over-60 e che potrà arrivare a 500 euro al mese (630 euro se composta da over 67 o con disabili gravi), cui aggiungere 280 euro mensili se vivono in affitto. L’Assegno di inclusione verrà erogato per diciotto mesi e potrà essere rinnovato, dopo lo stop di un mese, per periodi ulteriori di dodici mesi. Necessario essere residenti in Italia da almeno cinque anni e avere un Isee non superiore a 9.360 euro. Per avere il beneficio si dovrà iscriversi al Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (Siisl)
ASSUNZIONI NEET
Fra le ipotesi ce n’è anche una che riguarda i datori di lavoro privati: se assumeranno dall’1 giugno al 31 dicembre 2023 under 30 Neet – giovani che non studiano e non lavorano – e che siano registrati al Programma Operativo Nazionale “Iniziativa Occupazione Giovani” potranno presentare domanda per ottenere “un incentivo per un periodo di 12 mesi, nella misura del 60 per cento della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali”
FRINGE BENEFIT
Il tetto dei fringe benefit detassati per i lavoratori dipendenti con figli a carico sale a 3mila euro. Solo per il 2023, la bozza indica che “non concorrono a formare il reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti con figli a carico, nonché le somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze” di acqua, luce e gas, fino a 3mila euro
ASSEGNO DI INCLUSIONE
La misura che sostituirà il Reddito di cittadinanza arriverà dal primo gennaio 2024, come misura di “contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale”, rivolto alle famiglie in cui sono presenti disabili, minori o over-60 e che potrà arrivare a 500 euro al mese (630 euro se composta da over 67 o con disabili gravi), cui aggiungere 280 euro mensili se vivono in affitto






